Rassegna stampa

Pos, commissioni bancarie con riduzione in due tempi

15 Settembre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Marco Mobili - Giovanni Parente, pag. 29

In arrivo il taglio delle commissioni bancarie per i micropagamenti con moneta elettronica. Fino al 9 dicembre 2020 per le operazioni nazionali tramite carta di debito ad uso dei consumatori, i prestatori di servizi di pagamento possono applicare una commissione interbancaria media ponderata non superiore all’equivalente dello 0,2% del valore medio annuo di tutte le operazioni nazionali effettuate tramite tali carte di debito all’interno dello stesso schema di carte di pagamento. 
Poi, a partire dal 10 dicembre 2020, per i pagamenti in Italia tramite carta di debito, i prestatori di servizi di pagamento applicheranno una commissione interbancaria non superiore allo 0,2 % del valore di ciascuna operazione o a 5 centesimi di euro per ciascuna operazione. 

Dagli studi agli Isa per gradi

15 Settembre 2017

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Andrea Bongi, pag. 25

Avverrà poco alla volta il passaggio dagli studi di settore ai nuovi indicatori. Solo quando saranno stati approvati tutti i 150 nuovi modelli dei nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale gli studi di settore abbandoneranno, definitivamente la scena. Tenuto conto per il 2017 la Sose ha in calendario l'approvazione di 72 modelli Isa la convivenza fra i due modelli è destinata a prolungarsi almeno per un paio d'anni. Inoltre, nei primi mesi del 2018 sarà messo a disposizione dei contribuenti del mondo studi (un campione attualmente di circa 3 milioni e 600 mila soggetti) prima una applicazione web che successivamente sarà anche vera e propria app, attraverso la quale si potrà accedere alla propria situazione e pagella. Il percorso verso i nuovi studi è dunque avviato ed entro dicembre si dovrebbero avere i risultati delle prime simulazioni su quali categorie con i dati inviati e elaborati possono già aspirare ad ottenere il regime premiale del nuovo meccanismo.

Detrazione? Alla fine dei lavori

15 Settembre 2017

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Fabrizio G. Poggiani, pag. 27

Secondo quanto indicato dal Viceministro Casero, la detrazione per la ristrutturazione delle singole unità immobiliari, eseguita dalle imprese di costruzione e/o ristrutturazione, è riconosciuta solo al termine dei lavori dell'intero fabbricato. Così ha risposto Casero all'interrogazione parlamentare (Q.T. 5-12157) in commissione finanze alla Camera in tema di detrazione Irpef, nell'ipotesi di acquisto o assegnazione di unità immobiliari, site in fabbricati integralmente oggetto di interventi di restauro e risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, di cui all'art. 16-bis, D.P.R. 917/1986 (T.U.I.R.). Con tale interrogazione è stato evidenziato che, taluni uffici territoriali dell'Agenzia delle entrate, hanno contestato e ripreso a tassazione la detta detrazione fiscale su alcuni immobili, per la mancata ultimazione dei lavori dell'intero fabbricato. 

Detrazione IVA, confini ampi

15 Settembre 2017

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Franco Ricca, pag. 28

Secondo quanto si evince dalla sentenza della Corte di giustizia Ue del 14 settembre 2017, causa C-132/16. è detraibile l'Iva sulle spese sostenute per effettuare prestazioni gratuite che si ricollegano, però, all'attività imponibile del soggetto passivo e, in quanto tali, faranno parte del prezzo dei beni e servizi prodotti dalla sua impresa. La questione era stata sollevata dai giudici bulgari nell'ambito di una controversia concernente il diritto alla detrazione dell'Iva sulle spese che una società aveva sostenuto per ripristinare una stazione di pompaggio comunale, alla quale sarebbero stati poi collegati gli immobili di un villaggio vacanze che la società intendeva realizzare. Poiché come attestato da una perizia, senza i lavori di ripristino dell'opera idraulica il collegamento degli immobili non sarebbe stato possibile, la società aveva detratto l'Iva pagata su tali spese, ma l'amministrazione finanziaria aveva negato la detrazione ritenendo carente il nesso con le operazioni imponibili. 

Società estinte, due vie per i rimborsi

15 Settembre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Rosanna Acierno, pag. 26

Per i soci delle società estinte e rimaste inattive, ci sono due strade per uscire dall’impasse del no alla richiesta di rimborso dell’IVA sulle spese comunque sostenute per l’avvio: autotutela o nuova istanza. Spesso accade, infatti, che le Entrate oppongano il diniego alla richiesta del credito IVA vantato da società che, pur avendo sostenuto spese propedeutiche all’avvio dell’impresa e corrisposto la relativa imposta sul valore aggiunto, non hanno effettuato alcuna operazione attiva perché si sono estinte prima del concreto esercizio dell’attività. Vediamo nel dettaglio. Non sempre, la cessazione avviene per la sopravvenuta scadenza naturale fissata nello statuto o per il conseguimento sociale, potendo invece accadere che, a seguito della sua costituzione, la società si sciolga e si estingua a causa, ad esempio, di contrasti tra i soci e/o di impreviste difficoltà a reperire ad esempio i finanziamenti necessari, ancor prima che sia avviata l’attività. 

Associazioni sportive, ok alla deduzione

15 Settembre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Laura Ambrosi, pag. 27

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 21333 depositata ieri, ha affermato che le somme corrisposte alle associazioni sportive dilettantistiche entro i 200mila euro sono spese di pubblicità deducibili interamente nell’anno: si tratta, infatti, di una presunzione legale assoluta voluta dal legislatore, con la conseguenza che non occorre dimostrare l’inerenza di tali oneri. L’Agenzia delle Entrate aveva notificato a un’impresa un avviso di accertamento con il quale disconosceva la deducibilità di alcune spese di sponsorizzazione a due associazioni dilettantistiche. 
Secondo l’ufficio i costi non erano inerenti l’attività, tanto più che le due associazioni erano poco conosciute in ambito territoriale, con la conseguenza che la sponsorizzazione, nonostante l’elevata cifra pagata, era stata verosimilmente inutile. 

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