Rassegna stampa

Vendita in serie di opere d’arte: non c’è l’attività d’impresa

03 Dicembre 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Antonino Porracciolo, pag. 18

La CTR del Piemonte, con la sentenza 1412/3/2018 del 18 settembre scorso, ha affermato che la vendita di un patrimonio artistico da parte di un collezionista, avvenuta molto tempo dopo i relativi acquisti, non integra attività imprenditoriale. Nel respingere il ricorso, la Ctr rileva che l’Agenzia aveva ritenuto esistente un’attività commerciale «in base ai soli introiti» dichiarati dal contribuente dopo le vendite in discussione. Troppo poco, secondo la Commissione d’appello, perché si possa affermare la sussistenza «dello svolgimento professionale di un’attività economica finalizzata alla produzione e/o allo scambio di beni e servizi». Infatti, «un conto è la dismissione di opere d’arte», avvenuta in modo massiccio molto tempo dopo le relative acquisizioni, «altra cosa è lo svolgimento di un’attività imprenditoriale» nell’ambito della compravendita di opere d’arte.

Rivalsa, in slalom tra scomputi e note per esercitare il diritto

03 Dicembre 2018

Italia Oggi – Fisco, Franco Ricca, pag. 8

Da due recenti risposte a interpelli fornite dall'Agenzia delle entrate in merito alla portata delle disposizioni dell'art. 60, ultimo comma, D.P.R. n. 633/72, emerge che il diritto di rivalersi sul cliente dell'IVA pagata al fisco in sede di accertamento non può essere sostituito dallo scomputo dell'imposta nella stessa contabilità del fornitore. Né è consentito utilizzare l'istituto della rivalsa post-accertamento per fattispecie diverse, per esempio ricorrendo all'emissione di una nota di addebito da parte del cliente per recuperare l'imposta fatturata indebitamente, in modo da evitare di presentare la domanda di restituzione all'ufficio. La legge sull'IVA, anteriormente alla modifica apportata dal D.L. n. 1/2012, nel citato ultimo comma dell'art. 60 stabiliva che il contribuente non potesse rivalersi nei confronti dei cessionari dei beni o dei committenti dei servizi dell'imposta o della maggiore imposta pagata in conseguenza dell'accertamento o della rettifica. 

IMU-TASI, scatta l'ora dei saldi

03 Dicembre 2018

Italia Oggi – Fisco, Sergio Trovato, pag. 10

Si avvicina il termine di pagamento dei saldi IMU e TASI. Mancano, infatti, poco più di 10 giorni per la scadenza. Il termine ultimo per passare alla cassa è il 17 dicembre, poiché il 16 dicembre è domenica. Sono tenuti a versare l'IMU tutti i contribuenti titolari di fabbricati, aree edificabili e terreni. Sono invece esonerati dal prelievo gli immobili adibiti ad abitazione principale, tranne quelli di lusso, ville e castelli, e i terreni agricoli. Allo stesso modo sono tenuti a pagare la TASI coloro che possiedono fabbricati e aree edificabili. Dal 2016 non sono più obbligati al versamento dell'imposta sui servizi indivisibili possessori e detentori delle unità immobiliari destinate ad abitazione principale. Pagano entrambi i tributi con uno sconto, rispettivamente, del 50% e del 25%, gli immobili dati in uso gratuito a parenti in linea retta, entro il primo grado, e quelli locati a canone concordato.

Box auto, conta il fattore tempo

03 Dicembre 2018

Italia Oggi – Fisco, Sandro Cerato, pag. 11

L'Agenzia delle entrate nella Risposta n. 83, diffusa lo scorso 22 novembre, ha stabilito che la cessione entro cinque anni dall'acquisto del box auto pertinenziale all'abitazione principale genera plusvalenza tassabile ai sensi dell'art. 67, lett. b), del T.U.I.R., in quanto la cessione separata fa venire meno il vincolo pertinenziale. Secondo quanto previsto da tale disposizione, ai fini Irpef costituiscono plusvalenze rilevanti quali redditi diversi quelle conseguite da persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività commerciali, derivanti dalla cessione di immobili detenuti da non più di cinque anni alla data della relativa cessione (ovvero costruiti da non oltre cinque anni, nel qual caso è necessario far riferimento alla data di ultimazione dei lavori). Poiché, considerando che l'intervallo temporale tra l'acquisto e la cessione dell'immobile è relativamente breve, tale circostanza comporterebbe l'esistenza di un intento speculativo in capo al soggetto cedente l'immobile.

Più concordati in sequenza: i crediti restano prededucibili

03 Dicembre 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Nicola Soldati, pag. 15

La Corte di Appello di Ancona ha affermato che la prededucibilità dei crediti permane anche quando si sono succedute due o più procedure concorsuali. La Corte, con una affermazione dello scorso 5 settembre, ha proposto un’interpretazione che si distanzia da un orientamento giurispruenziale più restrittivo e anticipa le novità contenute nel Decreto Legislativo di attuazione della riforma della crisi d’impresa (la Legge delega n. 155/2017) varato dal consiglio dei ministro l’8 novembre scorso e ora all’esame del parlamento per i pareri obbligatori. Il Decreto Legislativo, infatti, non solo prevede la permanenza della prededucibilità in caso di successive procedure concorsuali ma la estende a quelle esecutive.

Minimi e forfettari al bivio della conservazione digitale

03 Dicembre 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Pierpaolo Ceroli - Cristiano Dell’Oste, pag. 17

Per minimi e forfettari, le Entrate propongono una serie di opzioni diverse a partire dal 1° gennaio 2019, giorno dell’introduzione dell’e-fattura. Nelle Faq pubblicate dall’Agenzia mercoledì 28 novembre sul proprio sito internet, si legge che tali soggetti:

  • non hanno l’obbligo di conservare elettronicamente le e-fatture ricevute «nel caso in cui il soggetto non comunichi al cedente/prestatore la Pec ovvero un codice destinatario con cui ricevere le fatture elettroniche» (in questo caso la fattura ha il codice di default «0000000»); 
  • restano obbligati negli altri casi di ricezione. È una semplificazione, anche se il pronunciamento dell’Agenzia è arrivato a ridosso dell’obbligo, quando ormai molti contribuenti si sono già dotati di software per la conservazione.

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