Rassegna stampa

I commercialisti specializzati

17 Maggio 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Cristina Bartelli, pag. 33

Un emendamento presentato dalla Lega alla legge di conversione del decreto Crescita prevede le  specializzazioni per i dottori commercialisti, con un conseguimento semplificato. Due anni di iscrizione all'albo e particolari percorsi consentiranno al commercialista di fregiarsi di una specializzazione. L'elenco delle materie con la modalità per l'ottenimento e la revoca della specializzazione è affidato a un regolamento del ministero della giustizia previa acquisizione del parere del consiglio nazionale. Il solo annuncio della misura, fortemente voluta dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, ha, però già scatenato i malumori della base. In una nota, ieri, la federazione Anc-Adc ha manifestato tutto il suo disappunto.

Doppia semplificazione fiscale in arrivo

17 Maggio 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Fabrizio G. Poggiani, pag. 30

Il ministro dell'economia e delle finanze, Giovanni Tria, ha firmato ieri due decreti ministeriali aventi ad oggetto l'innalzamento dell'ammontare per l'emissione della fattura semplificata, di cui all'art. 21-bis del DPR 633/1972, e gli esoneri per l'emissione dello scontrino elettronico. Da una parte, con il secondo, si esonerano dall'emissione dello scontrino telematico i soggetti attualmente non obbligati come tabaccai, giornalai, commercianti di prodotti agricoli e prestatori di servizi di telecomunicazione, radiodiffusione e di trasporto pubblico di persone e veicoli. Dall'altro, con il primo decreto, si prevede l'innalzamento della soglia a 400 euro, dagli attuali 100 euro, per l'emissione della fattura semplificata.

Accertamenti, parametri ad hoc per aziende in crisi

17 Maggio 2019

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Valerio Stroppa. pag. 28

La V sezione civile della Corte di cassazione, con l'ordinanza n. 13161/19 di ieri, ha dichiarato illegittimo l'accertamento induttivo a carico di una società in crisi, se i parametri utilizzati dal fisco per ricostruire il reddito presunto sono quelli riferibili ad aziende «sane». L'Agenzia delle entrate, infatti, non può meccanicamente applicare i coefficienti reddituali di competitor di settore «senza aver cura di considerare la conclamata situazione di anormalità gestionale in cui si trova la società in stato di decozione». Un simile operato si pone anche in contrasto con il principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione. Il contenzioso vedeva le Entrate contrapposte al curatore fallimentare di una catena di negozi di elettrodomestici, dichiarata fallita nel 2001.

Commercialisti, si ritenta la carta delle specializzazioni

17 Maggio 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giuseppe Latour, pag. 22

Nella legge di conversione del decreto crescita (DL 34/2019) sta per essere inserita anche l’iscrizione di specialisti nella sezione A dell’albo dei commercialisti. Lo prevede un emendamento presentato in commissione alla Camera, con primo firmatario Alberto Gusmeroli della Lega. La categoria avanza da tempo la proposta (inserita anche nel manifesto del 9 maggio), ed oggi viene rivendicata con forza dal presidente del CNDCEC. Massimo Miani. L’emendamento modifica l’ordinamento professionale (D.Lgs. 139/2005) e stabilisce che «gli iscritti nella sezione A dell’albo possono conseguire il titolo di specialista». Non vengono indicati subito tutti i dettagli: le modalità per l’ottenimento e la revoca del titolo di specialista vengono, infatti, affidate a un successivo regolamento del ministro della Giustizia.

Recupero dell’IVA non riscossa, necessario anticipare i tempi

17 Maggio 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Paolo Centore - Joseph Holzmiller, pag. 22

Nei casi di insolvenza del cliente, il recupero dell’IVA deve essere possibile e tempestivo. L’Associazione italiana dottori commercialisti (Aidc) di Milano richiama nuovamente l’attenzione sul tema della variazione IVA in diminuzione e sottolinea – con una denuncia alla Commissione europea – la perdurante resistenza del sistema normativo italiano e della sua interpretazione da parte dell’autorità fiscale, nel rendere effettivo il diritto di recupero dell’imposta assolta e non riscossa, in applicazione dei principi indicati dalla direttiva IVA. A oggi, l’esercizio effettivo di questa facoltà è regolato specificamente per i crediti inesigibili vantati verso clienti: in procedura concorsuale o con accordi di ristrutturazione del debito; in conseguenza di procedure esecutive individuali rimaste infruttuose.

Sui confini degli errori formali anche l’Agenzia va in confusione

17 Maggio 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Dario Deotto, pag. 21

Nella Circolare 11/E/2019 delle Entrate sulla sanatoria delle irregolarità formali, pubblicata due giorni fa, c’è qualcosa che non torna. Cosa vuol dire che le violazioni come quelle relative allo spesometro e alla comunicazione della liquidazione periodica IVA siano da considerarsi «formali» solamente quando l’imposta è stata assolta regolarmente? Se, ad esempio, un contribuente in sede di liquidazione periodica non versa l’imposta dovuta, risulta sanzionato in base all’art. 13 del D.Lgs. 471/1997, con una penalità (ordinariamente 30%) relativa certamente ad una violazione di tipo sostanziale. Ma il fatto che la comunicazione di sintesi della liquidazione sia stata presentata regolarmente o meno non ha proprio alcun nesso con il fatto che l’imposta non sia stata versata.

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