Rassegna stampa

IVA, c’è più tempo per ravvedersi

15 Marzo 2019

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Giuliano Mandolesi, pag. 26

Con le proroghe disposte dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2019 che ha posticipato al 10 aprile 2019 l'invio delle liquidazioni Iva periodiche relative al quarto trimestre 2018, i contribuenti che hanno omesso e/o in tutto o in parte i versamenti Iva dell'ultimo trimestre compreso l'acconto del 27 dicembre 2018 avranno più tempo per mettersi in regola utilizzando il ravvedimento operoso. Il ravvedimento operoso è stato di fatto depotenziato dall'entrate in vigore delle lipe che, velocizzando in maniera determinante l'attività liquidatoria dell'Agenzia delle entrate passata da oltre un anno a soli due-tre mesi dall'omissione, hanno troncato la gittata temporale di utilizzo dello strumento agevolativo utilizzando dai contribuenti non solo per sanare dimenticanze ma anche per autofinanziarsi in caso di carenza di liquidità.

Sanatoria sulle irregolarità formali ad ampio raggio

15 Marzo 2019

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Cristina Bartelli, pag. 26

Il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate Antonino Maggiore che dà attuazione all'art. 9 del D.L. 119/18, ovvero alla  sanatoria sulle irregolarità formali, punta a rendere più conveniente la sanatoria e meno stringenti i paletti della stessa. La misura coprirà quante più irregolarità possibili ricomprendendo anche il reverse charge e lasciando fuori solo l'omessa dichiarazione e le irregolarità legate alla voluntary disclosure. Si dovrà intervenire per mettere a posto l'irregolarità o dopo il versamento delle somme o, in caso di contestazione dell'Agenzia delle entrate, 30 giorni dopo che quest'ultima abbia sollevato il rilievo. Secondo quanto ItaliaOggi è in grado di anticipare, dunque, la misura che il ministero dell'economia sta perfezionando con l'Agenzia delle entrate, arriverà a coprire tutte le irregolarità che non interferiscono con la liquidazione delle imposte e tra queste sarà compreso anche il reverse charge.

Preliminare, formalismi stretti

15 Marzo 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Valerio Stroppa, pag. 27

Secondo quanto stabilito dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 7240/19, depositata ieri, per disconoscere la validità della firma apposta su un preliminare di compravendita, sulla base del quale il fisco ha effettuato un accertamento, serve la querela di falso. Se le anomalie riguardano solo alcune pagine, non è sufficiente che il contribuente eccepisca prima davanti all'ufficio e poi davanti al giudice di non aver sottoscritto lui quel contratto. È quindi legittimo l'utilizzo da pare dei verificatori del «compromesso» rinvenuto durante un'attività di controllo. La vicenda vedeva coinvolti i soci di una snc, che secondo l'Agenzia non aveva dichiarato 280 mila euro di maggiori ricavi connessi alla vendita di due villette bifamiliari. Sebbene gli immobili fossero stati rogitati a un prezzo di 170 mila euro ciascuno, le Entrate avevano reperito presso una banca un preliminare di compravendita che indicava un prezzo di cessione di 310 mila euro per fabbricato. Da qui la contestazione, in capo ai soci persone fisiche, della maggiore Irpef, gravata di sanzioni e interessi.

Esteso il patteggiamento con debito fiscale non estinto

15 Marzo 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Antonio Iorio, pag. 23

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10800/2019, ha affermato che è legittimo il patteggiamento della pena per i reati di dichiarazione infedele, omessa presentazione e occultamento di scritture contabili anche senza aver estinto il debito tributario. I giudici di legittimità hanno innanzitutto ribadito che la condizione per accedere al patteggiamento per i reati tributari è costituita dal preventivo e integrale pagamento del debito, delle sanzioni e degli interessi, nonché dal ravvedimento operoso. Tale regola generale, prevista dall’art. 13-bis del D.Lgs. 74/2000, subisce tuttavia alcune eccezioni e, segnatamente, la possibilità comunque di usufruire della causa di non punibilità in caso di integrale pagamento del debito.

Nasce il nuovo Albo dei curatori. Solo sulla carta fino al 15 agosto 2020

15 Marzo 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giovanni Negri, pag. 24

Dal 15 agosto 2020 sarà operativo il nuovo Albo per curatori, commissari e liquidatori. Il nuovo Codice della crisi d’impresa lascia tuttavia aperti alcuni interrogativi. Una circolare del CNDCEC fa il punto sulla disciplina transitoria e chiarisce gli snodi operativi. È vero che il nuovo Albo dal quale i giudici dovranno individuare i professionisti chiamati a gestire sul campo le crisi d’impresa nelle diverse vesti previste (curatori, commissari, liquidatori, attestatori) entrerà in vigore domani, tuttavia le procedure di nomina, per effetto dei rinvii interni alla normativa fallimentare e della previsione esplicita di un futuro regolamento ministeriale al quale sono affidate le modalità di iscrizione, sospensione, e cancellazione dall’Albo, saranno nei fatti operative solo a partire dal ferragosto dell’anno prossimo.  

Non chiudibili le liti sugli atti da liquidazione

15 Marzo 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Andrea Taglioni, pag. 24

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7099/2019, ha affermato che la sospensione del processo, che non è automatica ma è prevista per gli atti che rientrano nella definizione agevolata delle liti fiscali pendenti, non opera per le controversie sull’impugnazione della cartella di pagamento emessa a seguito della liquidazione delle imposte. Da ciò se ne ricava che tutti gli atti con i quali l’Agenzia delle Entrate si sia limitata a liquidare le somme dovute in esito a quanto dichiarato dai contribuenti restano fuori dal perimetro della definizione agevolata. Con riferimento alla definizione delle liti pendenti, la pronuncia conferma l’esclusione delle cartelle di pagamento tra gli atti aventi natura impositiva emesse in base all’art. 36-ter del D.P.R. 600/1973.

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