Rassegna stampa

Tornano le manette agli evasori. E i condoni

16 Ottobre 2018

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Cristina Bartelli, pag. 27

Tra le novità in arrivo con il decreto fiscale esaminato ieri dal consiglio dei ministri rientra la dichiarazione integrativa con imposta sostitutiva del 20% con un tetto di emersione da 100 mila euro ma spalmato sui cinque anni sanabili e dunque da 500 mila euro complessivi. Si gioca sui dettagli formali il compromesso trovato tra Movimento Cinquestelle e Lega per non chiamare condono e sanatoria la pace fiscale sul non dichiarato. Il controaltare dell'integrativa super agevolata è l'inasprimento delle sanzioni per i reati tributari con un ritorno alle manette per gli evasori, come annunciato dal vicepremier Luigi Di Maio. Spunta anche una possibile riapertura dell'emersione dei capitali dall'estero. Sul tavolo dell'esecutivo, al centro della riunione iniziata in serata, oltre al dl fiscale anche il disegno di legge di Bilancio. E, sorpresa dell'ultima ora, un dl con le semplificazioni.

Fisco e società, porte girevoli

16 Ottobre 2018

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Giuliano Mandolesi, pag. 28

La manovra porta con sé la mini flat tax e mini IRES e lascia fuori IRI e ACE. Sembra essere questo il ridotto perimetro fiscale della manovra gialloverde il cui budget low cost la caratterizza più come redistributiva che finalizzata alla riduzione della pressione fiscale generale per via della sostituzione di due istituti come l'IRI e l'ACE che focalizzavano i loro benefici su entità di grandi dimensioni sostituiti con due che probabilmente agevoleranno i redditi più bassi. I dati sull'Ace infatti parlano chiaro, sulla base degli ultimi report IRPEF pubblicati, quelli per le annualità 2015 e 2016, l'importo complessivamente dedotto si è ridotto ad un terzo, da 1,5 miliardi a soli 500 milioni con una contestuale riduzione anche dei soggetti fruitori passati da 235 mila a soli 110.200.

Processo tributario telematico obbligatorio dal 1° luglio 2019

16 Ottobre 2018

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Valerio Stroppa, pag. 29

Il decreto fiscale uscito ieri dal Consiglio dei Ministri fissa al 1° luglio 2019 l’obbligatorietà del processo tributario telematico. Prevede poi la possibilità per le parti di richiedere la partecipazione a distanza alle udienze delle Ctp e Ctr, tramite collegamento audiovisivo e alcune semplificazioni nel perfezionamento delle notifiche di atti e documenti online e, per la parte pubblica, nell'attestazione di conformità delle copie digitali di atti cartacei. La novità più importante, nell'aria già da oltre un anno, riguarda l'obbligatorietà del rito digitale nelle cause con il fisco. Dal 15 luglio 2017 il Ptt è operativo in tutta Italia, ma resta una facoltà: oggi le parti possono decidere se utilizzare il Sigit o le modalità tradizionali «cartacee» (ufficiale giudiziario, spedizione a mezzo posta, deposito a sportello). Dal 1° luglio 2019, invece, uffici e professionisti potranno avvalersi esclusivamente delle modalità telematiche, come disciplinate dal decreto Mef n. 163/2013.

Venti rate in 5 anni per la chiusura delle liti con il Fisco

16 Ottobre 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Laura Ambrosi - Antonio Iorio, pag. 25

La bozza di Decreto fiscale approvata ieri prevede la definizione delle liti pendenti, degli accertamenti e dei Pvc in venti rate trimestrali. La definizione riguarda solo le controversie devolute alla giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia delle Entrate pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione. La somma richiesta è il valore della controversia. Tuttavia, in caso di soccombenza dell’Agenzia nell’ultima o unica pronuncia (non cautelare) resa alla data di entrata in vigore del decreto, la definizione avviene con il pagamento: della metà del valore della controversia in caso di soccombenza dell’ufficio nella pronuncia di primo grado; di un quinto del valore in caso di soccombenza nella pronuncia di secondo grado. 

Nessuna sanzione per l’invio entro la liquidazione

16 Ottobre 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Alessandro Mastromatteo - Benedetto Santacroce, pag. 23

Il Decreto Legge fiscale approvato ieri prevede una moratoria per le fatture emesse. Il Decreto, per  evitare di prorogare il termine di attuazione dell’obbligo di emissione della fattura elettronica, prevede che per il primo semestre del 2019 le sanzioni indicate all’art. 6 del D.Lgs. n. 471/1997 per l’emittente e il cessionario/committente non si applicano se la fattura elettronica viene emessa entro il termine di liquidazione relativo al momento di effettuazione dell’operazione.
Le stesse sanzioni si applicano nella misura del 20% se la fattura elettronica è emessa entro il termine di liquidazione del periodo successivo a quello di effettuazione dell’operazione.

E-fatture «immediate» emesse entro 10 giorni dall’operazione

16 Ottobre 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Alessandro Mastromatteo - Benedetto Santacroce, pag. 23

Per la gestione e la registrazione delle fatture immediate, c’è tempo entro dieci giorni dall’operazione. Le nuove regole hanno decorrenza a partire dal 1° gennaio 2019 e sono contenute all’interno del Decreto Legge fiscale approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. Si tratta di novità sicuramente positive, ma potrebbero essere più generose.
Allo stato attuale la fattura immediata, in base all’art. 21, comma 4, del D.P.R. n. 633/1972, si deve emettere entro il giorno di effettuazione dell’operazione. La fattura si considera giuridicamente emessa, per quella cartacea da quando viene consegnata o spedita al cliente; per quella elettronica nel momento in cui viene trasmessa o messa a disposizione del cliente, attraverso il sistema d’interscambio dell’agenzia delle Entrate.

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