Rassegna stampa

Transfer price, le perdite reiterate non nascondono servizi infragruppo

09 Settembre 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Massimo Bellini ed Enrico Ceriana, pag. 19

La Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, con la sentenza 928/20/2019, ha affermato che le perdite per periodi prolungati conseguite da una società che appartiene a un gruppo multinazionale possono essere genuine; è quindi da rigettare la tesi dell’ufficio che individua genericamente un servizio intercompany “nascosto”, anche perché il contribuente ha dimostrato le ragioni economiche dei risultati negativi. La controversia nasce da una contestazione per violazione della normativa relativa ai prezzi di trasferimento in capo a una società operante nel settore farmaceutico. La contribuente era stata in perdita operativa per un periodo di tempo prolungato, mentre il bilancio consolidato di gruppo era in utile.

Iva sui servizi di e-commerce, operatori in cerca di bussola

09 Settembre 2019

Italia Oggi Sette – Fisco, Franco Ricca, pag. 8

Le regole nazionali devono adeguarsi a quelle comunitarie in tema di Iva sui servizi elettronici. Non sono ancora state recepite, infatti, le modifiche apportate alla normativa unionale dall'articolo 1 della direttiva 2017/2455. Il recepimento, previsto dal ddl di delegazione europea approvato dal consiglio dei ministri il 6 settembre 2018, non è ancora avvenuto, e ciò determina incertezze da parte degli operatori, considerato che le nuove disposizioni unionali sono efficaci dal 1° gennaio 2019 e, in ragione del loro contenuto, parrebbero applicabili direttamente, in quanto sufficientemente precise e dettagliate. Dovrebbe riconoscersi anche ai fornitori italiani, per esempio, la possibilità di addebitare ai consumatori oltre frontiera, entro la soglia di fatturato di 10 mila euro annui, l'Iva nazionale.

Autoscuole minacciate dall'Iva

09 Settembre 2019

Italia Oggi Sette – Fisco, Roberto Rosati, pag. 10

L'imponibilità IVA dei servizi didattici delle autoscuole è stata riconosciuta nella recente risoluzione dell'Agenzia delle entrate che conferma i timori sollevati dalla sentenza della Corte di giustizia Ue (sentenza 14 marzo 2019, causa C-449/17). A peggiorare lo scenario, la naturale retroattività delle sentenze interpretative della Corte, che secondo l'Agenzia impone la regolarizzazione delle prestazioni indebitamente considerate esenti, relativamente a tutte le annualità accertabili. La giurisprudenza della Corte sembrerebbe però ammettere una soluzione differente in casi analoghi, comunque, a mettere una pietra sopra il passato ci ha pensato il legislatore.

Decisivo per la pagella Isa il quadro A sul personale

09 Settembre 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Mario Cerofolini, Lorenzo Pegorin, Gian Paolo Ranocchi, pag. 17

Il numero degli addetti incide sull’affidabilità dell’impresa e del professionista. In assenza di particolari anomalie, gli indicatori fondamentali per la determinazione del voto finale attribuito dal software Isa (riguardanti i tre indici: ricavi, valore aggiunto e reddito) variano in maniera significativa al mutare del personale impiegato nell’attività. A parità di grandezze economiche in gioco, quindi, il voto Isa cambia sensibilmente al mutare del numero e della percentuale di apporto di lavoro riguardanti il personale dedicato all’attività sia esso dipendente che non dipendente. Un errore nella compilazione del quadro A potrebbe costare anche parecchi punti sul voto finale.

L’acquisto del fabbricato da demolire non è tassato come area edificabile

06 Settembre 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Angelo Busani, pag. 23

La Corte di Giustizia UE nella causa C-71/18 (KPC Herning) con sentenza del 4 settembre 2019 ha stabilito che se un’impresa vende un’area con il soprastante fabbricato si tratta di un contratto che non ha ad oggetto la cessione di un terreno edificabile (quindi, non si tratta di una operazione Iva imponibile) se è «economicamente indipendente» da altre operazioni successive; e ciò anche se anche se l’intenzione delle parti contraenti, già espressa al momento della compravendita, è che il fabbricato sia totalmente o parzialmente demolito per fare posto a un nuovo fabbricato. In sostanza, se l’operazione di cessione e l’operazione di demolizione e ricostruzione sono «economicamente indipendenti», al prezzo pattuito per l’operazione di cessione del fabbricato e dell’area non va aggiunta l’IVA.

Italia, perdita IVA da 33,6 mld

06 Settembre 2019

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Giulia Provino, pag. 23

Dai dati che emergono dal documento della Commissione Ue «Study and reports on the Vat gap in the EU-28 member states: 2019 final report», pubblicato ieri, l buco IVA nell'Unione europea nel 2017 valeva 137,5 miliardi di euro, oltre otto in meno rispetto all'anno precedente. E l'Italia è sempre in vetta con 33,6 miliardi di euro sfuggiti al fisco, anche se in miglioramento rispetto al 2016, quando nel fiume del gettito perso defluirono 37 miliardi.

Il divario IVA, nel 2017, è dunque passato da 145 a 137,5 miliardi di euro, rappresentando l'11,2% delle entrate totali dell'imposta rispetto al 12,2% dell'anno precedente. Nel computo degli ammanchi per gli erari dei paesi Ue non c'è solo la voce evasione: i fallimenti, le insolvenze, la cattiva amministrazione e le strategie fiscali aggressive per cercare di minimizzare le pendenze col Fisco sono ulteriori fattori che fanno perdere incassi.

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