Rassegna stampa

Cooperative compliance mini

11 Aprile 2019

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Valerio Stroppa, pag. 29

Uno dei chiarimenti forniti dall'Agenzia delle entrate con la Circolare n. 8/E del 10 aprile 2019, precisa che in caso di accesso al regime di adempimento collaborativo da parte di una società partecipante al gruppo Iva, l'adesione si estende a tutte le altre società. L'estensione «benché obbligatoria, non può ritenersi automatica», in quanto è necessario che anche le società «attratte» siano in possesso delle caratteristiche dimensionali e organizzative richieste dal D.Lgs. n. 128/2015. Il documento di prassi, un «omnibus» di 170 pagine, illustra le novità fiscali recate dall'ultima legge di bilancio, anche alla luce delle risposte fornite dall'amministrazione finanziaria in occasione degli incontri con la stampa specializzata.

Indici di affidabilità neutrali

11 Aprile 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Andrea Bongi, pag. 30

Le Entrate con la Circolare n. 8/E di ieri in merito al nuovo regime ad imposta sostitutiva riservato agli imprenditori individuali ed agli esercenti arti e professioni disciplinato nei commi da 17 a 22 dell'articolo 1 della Legge 30 dicembre 2018 n. 145 hanno precisato che gli ulteriori componenti positivi indicati in dichiarazione per migliorare il proprio profilo di affidabilità fiscale non rilevano ai fini del computo delle soglie di ingresso per la nuova flat tax al 20%. Inoltre, nel caso in cui il contribuente eserciti contemporaneamente diverse attività, ai fini della verifica del limite per l'accesso (ricavi o compensi fra 65.001 e 100 mila euro) si assume la somma dei ricavi e dei compensi relativi alle diverse esercitate. Poiché il nuovo regime vedrà il suo debutto a partire dal 1° gennaio 2020 ecco che il computo del limite dei ricavi o compensi percepiti a cui fare riferimento sarà proprio quello dell'esercizio in corso.

Regime a perimetro allargato

11 Aprile 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Fabrizio G. Poggiani, pag. 33

La Circolare 9/E di ieri, ammette al regime forfettario anche gli ex praticanti che operano prevalentemente con i datori di lavoro e i soci di società semplici, se queste ultime non producono redditi di lavoro autonomo o, di fatto, d'impresa. Mentre, in caso di possesso di quote in società a responsabilità limitata, è necessario valutare l'attività effettivamente svolta dalla società controllata, a prescindere dai codici Ateco formalmente dichiarati dal contribuente.

L'Agenzia delle entrate, con Soddisfatto il sottosegretario all'Economia, Massimo Bitonci: «La circolare chiarisce dubbi e criticità sull'accesso al nuovo regime forfettario. Spiegando tra l'altro che i contribuenti che erano in regime semplificato perché non presentavano i requisiti ai fini dell'applicazione del regime forfettario, possono applicare questo regime a partire dal 2019 poiché sono venute meno le cause di esclusione».

Sono riportabili senza limiti le perdite precedenti al 2018

11 Aprile 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Lorenzo Pegorin - Giampaolo Ranocchi, pag. 23

La Circolare 8/E/2019 chiarisce che le perdite d'impresa maturate prima dell'entrata in vigore delle nuove disposizioni introdotte con la Legge 145/2018 (comma 23) per ditte individuali e società di persone in contabilità ordinaria con riporto illimitato. La soluzione era stata in qualche modo implicitamente anticipata dalle istruzioni alla dichiarazione dei redditi 2019 secondo cui le novità influenzano anche le perdite d'impresa “ordinarie” antecedenti al 2018 per le quali non si è esaurito il quinquennio di riporto previsto dalle regole precedenti (si tratta delle perdite generate nei periodi dal 2013 al 2017). Tali perdite, quindi, potranno essere riportate in avanti senza limiti temporali e utilizzate per abbattere i redditi d'impresa dei successivi periodi.

Nel forfettario anche chi cede le quote di Sas e Snc entro la fine del 2019

11 Aprile 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Gian Paolo Tosoni, pag. 24

La Circolare 9/E/2019 ha chiarito che la partecipazione in società di persone può essere ceduta entro il 31 dicembre 2019 e questo salva il regime forfettario per il medesimo anno. Tale possibilità è però limitata al 2019, in ossequio alla pubblicazione della legge di bilancio a ridosso della fine dell’anno. Significa che in futuro occorre essere liberi da partecipazioni ostative al regime forfettario fin dall’inizio del periodo di imposta. Ovviamente le cessioni poste in essere per entrare nel forfait, sono estranee a qualunque ipotesi di abuso del diritto. Invece la sopraggiunta proprietà di partecipazioni (successioni o donazione) in corso d’anno non compromette il regime forfettario purché cedute entro l’anno. Diversamente salta il forfait dall’anno successivo.

Avvisi con obbligo di contraddittorio

11 Aprile 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Marco Mobili - Giovanni Parente, pag. 25

L’Avviso di accertamento, se l’Agenzia delle Entrate prima non formalizzerà l’invito al contraddittorio, sarà considerato nullo. Il via libera è arrivato nell’ultima tornata di voti in commissione Finanze della Camera (il testo sarà da lunedì 15 aprile all’esame dell’Aula) sulla proposta di legge sulle semplificazioni fiscali, presentata dal presidente Carla Ruocco (M5S), che è anche relatrice, e dal vicepresidente Alberto Gusmeroli (Lega). L’invito al contraddittorio tra il contribuente e gli uffici del Fisco diventa fase obbligatoria per i procedimenti di controllo fiscale, prima di emettere gli atti di accertamento (purché non siano preceduti dal rilascio di copia del processo verbale di chiusura delle operazioni). Restano esclusi dall’obbligo gli avvisi di accertamento parziale.

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