Rassegna stampa

Le Casse contano oltre 50 mila professionisti fantasma

10 Aprile 2017

Italia Oggi – Professionisti, Gabriele Ventura, pag. 2

Secondo quanto emerge da una ricognizione effettuata da ItaliaOggi Sette, superano quota 50 mila i professionisti «invisibili» per le Casse di previdenza: 20 mila avvocati, oltre 10 mila geometri, 9.800 ingegneri e architetti, più di quattro mila dottori commercialisti e altrettanti ragionieri. In media, otto professionisti su 100 non hanno inviato, nel 2016, la dichiarazione dei redditi 2015 alle Casse di previdenza. E sono quindi potenziali evasori, con sanzioni che, in totale, possono arrivare a oltre 20 milioni di euro. ItaliaOggi ha interpellato alcune Casse di previdenza delle professioni giudico-economiche, contabili e tecniche, raccogliendo i dati sulle dichiarazioni omesse nel 2016. E il totale, tra avvocati, biologi, consulenti del lavoro, dottori commercialisti, geometri, ingegneri e architetti, periti industriali, ragionieri, fa 51.929 professionisti che non hanno rispettato le scadenze. 

Rimborsi IVA facilitati: dai tetti alle ulteriori ipotesi di esonero

10 Aprile 2017

Italia Oggi – Fisco, Franco Ricca, pag. 8

Al via con le richieste di rimborso/compensazione dei crediti relativi al primo trimestre 2017. L'Agenzia delle Entrate, con Provvedimento del 28 marzo 2017, ha integrato le istruzioni di compilazione del modello TR al fine di recepire le novità in materia di erogazione del rimborso. In particolare, le istruzioni aggiornate registrano: l'elevazione da 15 mila a 30 mila euro del limite per l'erogazione senza garanzia; due ulteriori ipotesi di esoneri dall'obbligo della garanzia (una delle quali al debutto assoluto, ma al momento solamente teorica). Nulla di nuovo, invece, né nel modello, né nella disciplina sostanziale. Vediamo in quali casi è possibile chiedere la restituzione del credito IVA trimestrale, oppure utilizzarlo in compensazione orizzontale, previa presentazione, in ogni caso, dell'istanza redatta sul modello TR entro il 2 maggio 2017 (primo giorno lavorativo successivo alla scadenza di domenica 30 aprile).

Cinque per mille, iter più snello

10 Aprile 2017

Italia Oggi – Fisco, Bruno Pagamici, pag. 10

Dallo scorso 3 aprile sono aperte le iscrizioni del 5 per mille. Gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche regolarmente iscritti saranno esonerati dall'onere di riproporre ogni anno la domanda di iscrizione al riparto della quota del contributo e la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà. Sempre dal 3 aprile e solo online attraverso i canali telematici messi a disposizione dalle Entrate possono essere presentate le istanze dei nuovi partecipanti, degli enti che non si sono iscritti per il 2016 o degli enti non regolarmente iscritti o privi dei requisiti nel 2016. Istituito inoltre un apposito elenco permanente degli enti in possesso dei requisiti di legge, che viene aggiornato, integrato e pubblicato sul sito dell'Agenzia delle Entrate, entro il 31 marzo di ogni anno (si veda la Circolare n. 5/E).

Bilanci, il trasloco delle «straordinarie»

10 Aprile 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giorgio Gavelli - Fabio Giommoni, pag. 19

Nel bilancio 2016, dopo che dallo schema di conto economico è stata cancellata sezione straordinaria (ex voci E.20 e E.21), costi e ricavi dovranno essere riallocati in altre voci del conto economico, mentre i rispettivi valori restano inalterati. Un importante supporto in tal senso è fornito dall’Appendice A del nuovo OIC 12. Secondo l’OIC 12, se è possibile identificare in maniera univoca una voce di destinazione in base alla tipologia dell’operazione, gli ex componenti straordinari vanno ricollocati nelle voci di conto economico ritenute appropriate. Se non è possibile identificare una precisa collocazione, essi vanno ricollocati in base alla tipologia di evento che ha generato il costo o il ricavo. Nella maggior parte delle ipotesi i “vecchi” proventi e oneri straordinari andranno ricollocati “per natura” in voci facenti parte degli aggregati A e B del conto economico, in particolare A.5 e B.14.

Il regime di cassa «riapre» il passaggio al forfettario

10 Aprile 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Paolo Meneghetti, pag. 20

Chi esce dal suo regime naturale per aderire ad un altro regime deve restare in quello nuovo per almeno tre anni, oppure è possibile riapplicare il vecchio regime naturale? La risposta ruota attorno alla interpretazione di un passaggio dell’articolo 1 del D.P.R. n. 442/1997, ed è diventata di rilevante attualità ora che per gli imprenditori il regime semplificato fa riferimento al criterio di cassa e non più a quello di competenza.
La vicenda è la seguente: un contribuente iniziando l’attività, poniamo nel 2015, sarebbe stato un soggetto forfettario, ma in sede di apertura dell’attività ha optato per uscire dal regime naturale (forfettario) aderendo a quello semplificato a determinazione del reddito ordinaria. I vantaggi del ritorno al regime forfettario potrebbero risiedere nei minori costi amministrativi (gestione meno complessa) e nel fatto che alcuni elementi positivi di reddito, come le plusvalenze, sono tassabili nel regime semplificato ma non nel forfettario.

Depositi IVA, conta il titolo d’ingresso

10 Aprile 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Matteo Balzanelli - Massimo Sirri - Riccardo Zavatta, pag. 21

Se si incrociano le regole sui depositi IVA e quelle sui nuovi obblighi di garanzia, emerge una certa differenza di trattamento tra i beni che, dopo l’estrazione, sono destinati a finire all’estero e quelli che, invece, saranno commercializzati o utilizzati in Italia.
In base alle regole in vigore dal 1° aprile, sono tenuti a prestare la garanzia all’atto dell’estrazione solo i soggetti che intendono utilizzare o commercializzare nel territorio dello Stato beni extracomunitari precedentemente immessi in libera pratica con introduzione in deposito IVA. E questo, sempre che non ricorrano le specifiche ipotesi di esclusione dall’obbligo e sempre che chi estrae non sia in possesso dei requisiti di affidabilità (da autocertificare con il modello approvato con Provvedimento n. 57215/2017).

Agenzia delle Entrate autonoma

07 Aprile 2017

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Cristina Bartelli, pag. 25

Secondo le prime indiscrezioni che ItaliaOggi è in grado di anticipare, la riforma delle agenzie fiscali porterà ad avere un'Agenzia delle entrate sempre più indipendente. Da rivedere le convenzioni con il ministero dell'economia, rendendo lo strumento agile e snello con pochi obiettivi strategici. Il rapporto di lavoro però del nuovo soggetto che verrà fuori dalla riforma delle agenzie fiscali continuerà sotto il segno del D.Lgs. n. 165/2001 (testo del pubblico impiego) con delle eccezioni dovute alle peculiari caratteristiche dell'organismo. Ci saranno infatti delle deroghe di competenza per determinate materie che saranno disciplinate attraverso un regolamento. Si tratta di argomenti legati alla gestione del personale e al funzionamento della struttura, alle valutazioni delle professionalità ma anche alla dotazione del personale e a una corsia per determinare l'accesso dei dirigenti e delle posizioni organizzative speciali.

Equitalia, 817 mld di incagli

07 Aprile 2017

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Michele Damiani, pag. 25

Secondo quanto dichiarato da Ernesto Maria Ruffini in audizione ieri in commissione Finanze alla camera, Equitalia ha in magazzino un carico contabile residuo di ruoli pari a 817 miliardi di euro relativo al periodo 1 Gennaio 2000 - 31 dicembre 2016, di cui oltre il 43% risulta difficilmente recuperabile. L'a.d. di Equitalia ha affermato inoltre che sono circa 21 milioni i contribuenti che risultano avere debiti a vario titolo con gli enti creditori che li hanno affidati a Equitalia per la riscossione e il 53% di questi contribuenti ha accumulato pendenze che non superano i mille euro (il 74% non supera i 5 mila). Il valore residuo in magazzino è calcolato al netto degli importi annullati con provvedimenti di sgravio in quanto indebiti e delle somme incassate dalla società di riscossione negli ultimi anni. Degli 817 mld totali, 147,4 sono dovuti da soggetti falliti, 85 mld da persone decedute e imprese cessate, 95 mld da nullatenenti (dati Anagrafe tributaria). 

L'evoluzione del commercialista

07 Aprile 2017

Italia Oggi – Professioni, Roberto Miliacca, pag. 30

Ieri il Presidente dei Dottori Commercialisti Massimo Miani, intervenendo in apertura dei lavori del 55esimo congresso nazionale dell'Unione nazionale dei giovani dottori commercialisti che si svolge a Napoli, ha anticipato che prenderà il via a un tavolo di lavoro «veloce» per la riforma dell'ordinamento professionale dei dottori commercialisti. «Partirà subito dopo Pasqua e il ministro della giustizia, Andrea Orlando, ha chiesto di poterci partecipare in prima persona. La strategia del nuovo Cndcec è tutta orientata ai giovani e alle nuove generazioni: senza di loro non c'è futuro. E in qualche modo dobbiamo riuscire a bloccare il calo di iscrizioni che abbiamo registrato in questi anni», ha esordito Miani, che mercoledì ha incontrato il Guardasigilli proprio per avviare una discussione sugli strumenti indispensabili per il rilancio della professione. «Stiamo lavorando su più fronti: abbiamo bisogno di un ordinamento più moderno, innanzitutto. Siamo convinti che l'albo dovrà essere diviso per aree di specializzazioni. E poi dobbiamo rivedere il sistema delle incompatibilità della professione».

Fisco a due velocità sugli interessi

07 Aprile 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Salvina Morina -Tonino Morina, pag. 35

Gli interessi di mora scenderanno dal 4,13% al 3,5%. È una misura decisa da un provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, del 4 aprile 2017, in attesa di pubblicazione sulla «Gazzetta ufficiale». Il nuovo tasso annuale è dovuto da chi paga in ritardo le somme chieste con le cartelle di pagamento che, così, diventeranno più “leggere”. Il provvedimento del direttore dell'agenzia delle Entrate è previsto dall'articolo 30 del decreto sulla riscossione, DPR 29 settembre 1973, n. 602. Esso stabilisce che, decorso inutilmente il termine di 60 giorni dalla notifica della cartella, sulle somme iscritte a ruolo si applicano, a partire dalla data della notifica della cartella e fino alla data del pagamento, gli interessi di mora al tasso determinato annualmente con riguardo alla media dei tassi bancari attivi.

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