Rassegna stampa

Amministratori, sgravio variabile

14 Settembre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Gianfranco Ferranti, pag. 25

I principi enunciati dalla Corte di Cassazione nelle sentenze nn. 20033/2017, 7860/2016 e 18448/2016 spiegano che la società deduce i compensi degli amministratori nel periodo d’imposta in cui sono accreditati ai beneficiari, applicando il principio della «cassa allargata». Inoltre, possono essere dedotti i compensi attribuiti ai top manager delle società partecipate ma non quelli per gli amministratori “di comodo”. L’art. 95, comma 5, del T.U.I.R. stabilisce che i compensi spettanti agli amministratori sono deducibili nell’esercizio in cui sono corrisposti, al fine di evitare che l’impresa deduca i compensi anticipatamente rispetto al momento della loro erogazione (nel quale sono imponibili in capo agli amministratori). 

Nell’invio dei dati gestione «parallela» blocca-incoerenze

14 Settembre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Anna Abagnale - Benedetto Santacroce, pag. 26

Il 18 settembre scade il termine delle comunicazioni telematiche dei dati delle liquidazioni periodiche relative al secondo trimestre del 2017 e il 28 settembre il termine per l’invio della comunicazione dei dati delle fatture IVA emesse e ricevute relative all’intero primo semestre dell’anno. Due adempimenti che, secondo Assonime, dovrebbero essere semplificati. Nella circolare 22 di ieri, Assonime esprime l’auspicio di un ripensamento generale del legislatore sul tema. La proposta avanzata dall’Associazione è nel senso di andare incontro alle esigenze di semplificazione degli oneri dichiarativi, pur nel rispetto delle finalità antievasione dell’IVA, con una misura idonea a contemperare tali esigenze, quale potrebbe essere l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica anche alle operazioni B2B, ovvero alle operazioni tra soggetti passivi privati. 

Transfer pricing, regole mobili

14 Settembre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Eugenio della Valle - Giuseppe Lagrutta, pag. 27

Per valorizzare le operazioni infragruppo transnazionali, la riformulazione dell'articolo 110 comma 7 del T.U.I.R., pone interessanti questioni interpretative. Tra i primi commentatori sembra prevalere la tesi della portata “interpretativa” della modifica dell'art. 110, comma 7, motivata dal fatto che l'amministrazione finanziaria ha da tempo fatto riferimento e applicato in sede di controllo gli standard Ocse (circolare Assonime 17/2017). Questa tesi, tuttavia, non convince del tutto. In primo luogo, sul piano letterale, nulla nell'art. 59 del D.L. 50/2017 depone a favore della natura “interpretativa” dell'intervento e la circostanza che anche prima si facesse riferimento alle Guidelines Ocse non appare decisiva ai fini di una conferma della predetta natura “interpretativa”.

Fatture incomplete, disco verde

14 Settembre 2017

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Duilio Liburdi – Massimiliano Sironi, pag. 24

Da quanto emerge dalla lettura della norma di comportamento n. 199 emanata dalla Commissione norme di comportamento e di comune interpretazione in materia tributaria di Aidc Milano. La descrizione incompleta, imprecisa o parziale in fattura non pregiudica la detrazione dell'Iva e la deducibilità del costo ai fini delle imposte dirette. Il documento appena menzionato ricorda come l'obbligo di indicare sulle fatture «natura, qualità e quantità dei beni e servizi oggetto dell'operazione» sia previsto dall'art. 21 co. 2 lett. g), D.P.R. 633/1972 come conseguenza del recepimento della direttiva Iva cee (art. 21, Dir. 2006/112/CE). Tale disposizione risponde alla necessità di garantire un ordinato svolgimento degli affari, che attraverso una descrizione esaustIva delle operazioni poste in essere, consente di assolvere gli obblighi di corretta amministrazione e di rispettare i principi civilistici e contabili, facilitando anche i controlli interni e di revisione sull'attività imprenditoriale.

Una norma antifatture a 28 giorni

14 Settembre 2017

Italia Oggi – Imposte e Tasse, La Redazione, pag. 25

Stop alle fatture a 28 giorni. «Operatori del settore della telefonia e Sky hanno progressivamente modificato la cadenza delle proprie fatturazioni, portandola a una volta ogni 28 giorni, con un aggravio dei costi per i consumatori. Mentre non è in discussione la libertà degli operatori di formulare nuove offerte commerciali, nel rispetto della regolamentazione, non possono altrettanto essere messi in discussione i principi fondamentali di tutela e di trasparenza a favore degli utenti dei servizi. In questa condotta si legge infatti un comportamento scorretto verso i consumatori che pagano queste iniziative in prima persona e di tasca propria». Così il ministro per i rapporti con il parlamento, Anna Finocchiaro, ha risposto a una interrogazione rivolta al ministro per lo sviluppo economico, Carlo Calenda, nel corso del question time alla camera dei deputati.

Fisco Ue deciso a maggioranza

14 Settembre 2017

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Cristina Bartelli, pag. 26

Maggioranza e non più unanimità per convalidare le regole fiscali Ue. Il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker lancia il sasso nello stagno europeo e nel discorso sullo stato dell'Unione preme l'acceleratore sul fisco, in particolare con riferimento alla tassazione delle multinazionali digitali. In un passaggio del suo discorso infatti Juncker auspica che al 30 marzo 2019, gli europei si sveglieranno in un'Unione dove tutti siano saldi nei valori europei e dove i profitti siano tassati laddove vengono realizzati. Tassazione, Iva, base imponibile comune, transazioni digitali: su questo, dunque, le norme dovranno essere approvate a maggioranza, e non più all'unanimità. La road map del fisco dei prossimi anni è tracciata. Entro il 2018 gli stati sono chiamati ad approvare le proposte che rilanciano la base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (Ccctb).

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