Rassegna stampa

Rottamazione, vecchie rate sempre in salvo

07 Marzo 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Luigi Lovecchio, pag. 33

Equitalia ha fornito un secondo blocco di risposte all’Odcec di Roma, in merito alla rottamazione delle cartelle. Tra le risposte fornite, emerge che la possibilità di non pagare la rata di luglio e di conservare il diritto alla rateazione vale per tutti i piani di rientro in essere alla data di presentazione della domanda di definizione agevolata. Questo comporta che il debitore ha tutto l’interesse ad abbinare la richiesta di rateazione alla presentazione della domanda, in modo da crearsi una rete di protezione in caso di costo eccessivo della sanatoria. Secondo Equitalia, la presentazione della domanda costituisce di per sé manifestazione di volontà sufficiente ad accedere alla procedura agevolata. L’unica via d’uscita “preventiva” è rappresentata dalla revoca dell’istanza entro fine mese.

Crescono i conti per «tipologia»

07 Marzo 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giuseppe Carucci - Barbara Zanardi, pag. 34

Bilanci 2016, la chiusura deve essere preceduta da un test del piano dei conti, visto che le novità del D.Lgs. 139/2015 impongono la creazione di nuovi conti contabili che consentano di raccogliere, già in fase di registrazione, le informazioni necessarie per redigere correttamente sia lo schema di bilancio che la nota integrativa. 
A seguito dell’eliminazione dell’area straordinaria del conto economico, gli oneri e i proventi di natura straordinaria dovranno essere riclassificati per natura nelle varie voci di costo e di ricavo. Con riferimento agli oneri straordinari, ad esempio, l’OIC 12 chiarisce che vanno inserite in B14 «Oneri diversi di gestione» solo le sopravvenienze non iscrivibili per natura nelle altre voci della classe B. Se prima di tali modifiche era sufficiente avere in contabilità un unico conto riferito alle sopravvenienze passive, ad oggi sono necessarie varie voci che tengano conto della natura dei costi cui si riferiscono e dunque vari conti di sopravvenienze, per servizi, per spese relative ai dipendenti, alle materie prime.

Voluntary e giochi trainano il Fisco

07 Marzo 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Marco Mobili, pag. 35

Entrate tributarie del 2016 in rialzo del 3,3%, grazie alla voluntary disclosure, allo split payment e al canone Rai in bolletta. Contributi importanti a suon di maggiori incassi sono arrivati anche dai giochi e in particolare dalla stangata della Stabilità 2016 sulle new slot e sulle videolotterie, nonché dalla cedolare secca sugli affitti. La crisi, in particolare quella dei mercati finanziari, ha influenzato pesantemente al ribasso il gettito delle rendite finanziarie, mentre il taglio del cuneo fiscale sull’IRAP e l’addio alla TASI con gli sconti sull’IMU agricola hanno portato complessivamente nelle casse di governatori e sindaci oltre 10 miliardi in meno rispetto al 2015. È quanto emerge dal bollettino delle entrate tributarie «gennaio-dicembre 2016», pubblicato ieri dal ministero dell’Economia. 

Quattordici mld di tasse in più

07 Marzo 2017

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Giovanni Galli, pag. 27

Secondo i dati diffusi ieri dalle Finanze, le casse erariali si sono arricchite di 14 miliardi in più. Grazie agli oltre 4 miliardi di incassi della voluntary disclosure, all'impatto anti-evasione dello split payment e del reverse charge allargato e a un lieve miglioramento della congiuntura economica. Ma anche i giochi hanno fatto la loro parte, con una crescita molto sostenuta, pari a 22,3% (+2.654 milioni di euro). Nel periodo gennaio-dicembre 2016 le entrate tributarie erariali sono state pari complessivamente a 451,5 miliardi, con un aumento del 3,3% (+14.244 milioni di euro) rispetto al 2015. Sostanzioso l'impatto della collaborazione volontaria (voluntary disclosure) introdotta per favorire la regolarizzazione di capitali finora non dichiarati al fisco detenuti in Italia e all'estero, che ha fatto registrare nel 2016 versamenti per 4.078 milioni di euro rispetto ai 212 milioni di euro del 2015, anno nel quale era stato avviato l'istituto. 

IVA, compensazione il 16 marzo

07 Marzo 2017

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Roberto Rosati, pag. 29

Secondo quanto chiarito dall'Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 26/E/2017, emanata ieri, i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione annuale IVA 2017 oltre la scadenza di legge del 28 febbraio, ma entro il 3 marzo 2017, avvalendosi dell'extra-time accordato dall'Agenzia delle Entrate a causa dei rallentamenti nelle reti di trasmissione, possono utilizzare in compensazione orizzontale il credito di importo superiore a 5.000 euro già dal prossimo 16 marzo. In sostanza, a tale fine la dichiarazione annuale si considera presentata nel mese di febbraio. I tre giorni di tolleranza, inoltre, non concretizzano una proroga del termine di presentazione stabilito dall'art. 8 del D.P.R. n. 322/98, secondo cui la dichiarazione annuale 2017 deve essere presentata entro il mese di febbraio (dall'anno prossimo entro il 30 aprile). Pertanto, occorre fare riferimento al termine del 28 febbraio 2017 per quanto riguarda tutti gli adempimenti fiscali aventi scadenza successiva. 

 

IVA, locazioni immobili esenti con un ventaglio di eccezioni

06 Marzo 2017

Italia Oggi – Fisco, Franco Ricca, pag. 7

Le locazioni di immobili, agli effetti dell'IVA, costituiscono in via di principio prestazioni di servizi esenti dall'imposta ai sensi dell'art. 10, n. 8, del D.P.R. 633/72, anche se la stessa disposizione esclude (o permette di escludere) dall'esenzione alcune fattispecie. Il trattamento previsto per le locazioni si applica anche alle prestazioni di leasing immobiliare, nonché al corrispettivo imputabile alla locazione nel quadro dei contratti di «rent to buy» (circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 4 del 19 febbraio 2015). Il momento impositivo della prestazione, in base all'art. 6 del D.P.R. 633/72, coincide con il pagamento del corrispettivo o, se antecedente, con l'emissione della fattura, mentre è irrilevante l'ultimazione del servizio. Il luogo dell'imposizione, in forza del criterio speciale di territorialità previsto dall'art. 7-quater, lettera a), è il paese nel quale si trova che forma oggetto della prestazione, indipendentemente da ogni altra circostanza. 

IRI al test della convenienza

06 Marzo 2017

Italia Oggi – Fisco, Bruno Pagamici, pag. 9

Redditi d'impresa superiori a 50 mila euro. È questa la soglia oltre la quale scatta la convenienza per aderire al regime IRI. Mentre nell'ottica dei soci il regime appare conveniente nel caso in cui, per ogni partecipante, sia ipotizzabile un reddito da assoggettare a Irpef non inferiore a 30 mila euro. Qualora il contribuente possa vantare anche altre tipologie di reddito, soprattutto se superiori a 28 mila euro (es. un reddito da lavoro dipendente), la convenienza per l'opzione per il regime fiscale agevolato del 24% è sicuramente maggiore. Sono queste le riflessioni che è possibile ricavare dallo studio «Imposta sul reddito d'impresa (IRI). Inquadramento, potenzialità e criticità» che la Fondazione nazionale commercialisti ha pubblicato lo scorso 28 febbraio sul proprio sito. Secondo lo studio, se poi si considerano anche le addizionali regionali, specie quelle fissate in misura elevata, la convenienza tende ad aumentare.

Cinque nuove date per il lavoro

06 Marzo 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Ornella Lacqua - Alessandro Rota Porta, pag. 17

Nel Milleproroghe figurano anche alcune novità in tema di lavoro. Il D.L. n. 244/2016, (convertito nella Legge 19/2017 in vigore dal 1° marzo scorso), ha stabilito cinque differimenti di scadenze in materia di lavoro. In primo luogo, spicca lo spostamento, al 1° gennaio 2018, dell’obbligo di assunzione di un lavoratore disabile per le aziende nella fascia 15-35 dipendenti: peraltro, la modifica originaria (ad opera del Jobs act, sulla Legge n. 68/1999) era scattata dal 1° gennaio scorso cancellando – in capo ai datori di lavoro privato che occupano da 15 a 35 dipendenti - la “franchigia” prevista nel previgente testo normativo, la quale consentiva loro di congelare l’inserimento di un lavoratore disabile finché non fosse stata realizzata una nuova assunzione.

Faro sui costi dei «co.co.pro»

06 Marzo 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Rosanna Acierno, pag. 18

Il fisco indaga sui costi dei lavoratori a progetto. Sempre più spesso, nell’ambito delle rettifiche dei costi per questo tipo di collaborazioni portati in deduzione dalle imprese, gli uffici adducono il difetto di competenza. La questione è alquanto sentita perché sono numerose le aziende che hanno ancora in essere collaborazioni a progetto: anche se la normativa sul lavoro a progetto (articoli 61 e seguenti del D.Lgs. 276/2003) è stata abrogata dal 2015, i contratti in essere all’entrata in vigore del D.Lgs. 81/2015 continuano a essere validi fino alla naturale scadenza. L’amministrazione finanziaria, senza contestare la complessiva attendibilità delle scritture contabili o l’inesistenza e/o la falsità del contratto, presume l’infedele rappresentazione fiscale del costo sostenuto e dedotto per lavori a progetto. 

Il costo ammortizzato rivede i finanziamenti infragruppo

06 Marzo 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giorgio Gavelli - Fabio Giommoni, pag. 19

Impostazione contabile mutata per i finanziamenti infragruppo a partire dal 2016, con tutti gli interrogativi del caso. Nei bilanci 2016 in chiusura, per le imprese che non adottano gli IAS debutta infatti il «costo ammortizzato» e - in base al testo dell’articolo 2426, riformato dal D.Lgs. n. 139/2015 - crediti, debiti e titoli immobilizzati devono essere rilevati secondo questo criterio, approfondito dai principi contabili 15, 19 e 20 approvati in via definitiva dall’OIC a fine 2016. La valutazione di crediti e debiti, in particolare, avviene «tenendo conto del fattore temporale», il che implica, tra l’altro, l’attualizzazione delle poste contrattualmente pattuite a tassi non di mercato, caratteristica abbastanza frequente nei finanziamenti infragruppo.

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