Rassegna stampa

L'alta formazione darà crediti

12 Febbraio 2018

Italia Oggi – Professionisti, Gabriele Ventura, pag. 5

Molte novità per la formazione continua dei commercialisti. Dalla regolamentazione dei corsi di alta formazione; all'equipollenza tra la formazione professionale continua dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e quella iniziale e biennale dei gestori della crisi; fino ai nuovi adempimenti per gli ordini territoriali e all'introduzione delle ipotesi di esenzione dallo svolgimento dell'attività formativa a favore degli iscritti nell'elenco speciale e degli iscritti all'albo che certifichino di non esercitare neppure occasionalmente la professione. Sono alcune delle novità introdotte nel nuovo regolamento per la formazione professionale continua dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, pubblicato nel Bollettino ufficiale del ministero della giustizia del 31 gennaio scorso e in vigore dal 1° gennaio 2018. Il testo modifica quello pubblicato nel Bollettino del 31 dicembre 2017, per via di alcuni nuovi interventi sulla possibilità di riportare i crediti da un triennio all'altro e sulle norme transitorie. 

L'IVA non dovuta non è più un handicap per i contribuenti

12 Febbraio 2018

Italia Oggi – Fisco, Franco Ricca, pag. 8

Con le nuove disposizioni, l'IVA di troppo fa meno paura. Dopo la Legge europea 2017 e la legge di Bilancio 2018, si è ridotto il rischio che l'imposta fatturata indebitamente dal fornitore venga trattenuta dall'erario e rimanga a carico dei contribuenti. Da un lato, infatti, è stata regolata meglio la possibilità di ottenere dal fisco la restituzione del tributo non dovuto; dall'altro, è stata prevista, in alternativa, la detraibilità dello stesso tributo da parte del cessionario/committente. Le nuove disposizioni non possono però essere applicate in caso di frode. L'art. 203 della direttiva IVA (2006/112/CE) stabilisce che «l'IVA è dovuta da chiunque indichi tale imposta in una fattura». La disposizione, nel costituire debitore dell'imposta colui che la evidenzia in una fattura, indipendentemente dalla sussistenza di un'operazione imponibile, enuncia il c.d. «principio di cartolarità», recepito nell'ordinamento interno nel co. 7 dell'art. 21 del D.P.R. n. 633/72.

Più certezze sui costi aziendali inerenti

12 Febbraio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Dario Deotto, pag. 17

Con l’ordinanza n. 450 dell’11 gennaio 2018, la Cassazione ha messo fine all’equivoco che, negli anni, si è verificato nella determinazione del reddito d’impresa, spiegando che l’inerenza è una vicenda (esclusivamente) di tipo qualitativo, scevra da qualsiasi criterio di utilità o vantaggio, e non legata in alcun modo alla previsione dell’art. 109, comma 5, del T.U.I.R. Da taluni passaggi della pronuncia si comprende, infatti, che il reale proposito della stessa è (solo) quello di disattendere la nozione di inerenza fin qui (impropriamente) utilizzata dalla giurisprudenza della stessa Corte di Cassazione. L’inerenza rappresenta un principio fondamentale nella determinazione del reddito d’impresa, il quale identifica quel necessario collegamento che vi deve essere tra un componente economico e l’attività esercitata, o da esercitarsi, da parte dell’imprenditore.

Uso promiscuo, non basta la brandina

12 Febbraio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Antonio Iorio, pag. 18

Serve l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica competente per l’accesso in locali adibiti, oltre che all’esercizio di attività economiche, agricole e professionali, anche ad abitazione per una verifica fiscale. Affinché però un immobile possa essere qualificato come «promiscuo», è necessario che il contribuente - imprenditore o professionista - vi abbia stabilito il centro effettivo della vita intima e privata propria e familiare. Gli operatori del Fisco possono accedere nei locali destinati all’esercizio di attività commerciali, agricole, artistiche o professionali, nonché in quelli utilizzati dagli enti non commerciali per procedere a ispezioni o ricerche utili per l’accertamento dell’imposta e per la repressione dell’evasione. È poi disposto che se i locali sono adibiti anche ad abitazione («uso promiscuo») è necessaria l’autorizzazione del P.M. 

Detrazione IVA a prova di «reverse»

12 Febbraio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Matteo Balzanelli - Massimo Sirri - Riccardo Zavatta, pag. 19

Bisogna coordinare le regole per la detrazione IVA illustrate dalla Circolare 1/E del 2018, con quelle dell’inversione contabile. Prendiamo il caso di un acquisto intracomunitario relativo a beni spediti a dicembre 2017. Il momento d’effettuazione coincide con l’inizio del trasporto/spedizione dallo Stato UE di partenza. Tuttavia, ai fini dell’esigibilità, la disciplina interna prevede l’integrazione della fattura estera e la sua annotazione nel registro delle vendite, evidenziando il debito IVA, e nel registro degli acquisti ai fini della detrazione. Fondamentale, pertanto, è la disponibilità della fattura, tanto che il sistema prevede un correttivo quando il documento non è ricevuto entro la fine del secondo mese successivo a quello d’effettuazione dell’acquisto intracomunitario. 

Riscossione, difesa in famiglia

09 Febbraio 2018

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Claudia Marinozzi, pag. 25

La Circolare interna n. 13/2017 di Agenzia entrate riscossione (AdeR), che fornisce istruzioni operative in tema di contenzioso della riscossione, prevede che il contenzioso relativo agli atti della riscossione che recano pretese derivanti dall'attività dell'Amministrazione finanziaria sarà gestito, in linea generale, dai funzionari dell'Agenzia delle entrate (AdE), ciò per assicurare comportamenti uniformi nel processo tributario. In tali casi l'AdE si costituirà in giudizio, nel proprio interesse ma difenderà anche l'attività dell'AdeR sulla base delle linee di difesa che saranno da questa comunicate. In tali casi quindi l'agente non sarà formalmente costituito nel giudizio tributario. Nonostante ciò resteranno però ferme e distinte le responsabilità dei due entri per le attività ed i vizi eventuali imputabili a ciascuno di essi sia nella fase contenziosa sia nella gestione dei provvedimenti successivi. Impugnazioni notificate solo all'AdE riguardanti anche o solo vizi dell'AdeR.

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