Rassegna stampa

Regime di cassa a gestione «mista»

07 Febbraio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Alessandra Caputo - Gian Paolo Tosoni, pag. 39

L’Agenzia delle Entrate è intervenuta più volte nel corso della manifestazione Telefisco 2017, anche sul regime di cassa che coinvolge le imprese minori con decorrenza dal 2017. Il nuovo regime di cassa interessa le imprese ammesse al regime della contabilità semplificata in base all’art. 18 del D.P.R. n. 600/1973. Si tratta, cioè, di imprese individuali, snc e sas e quelle a esse equiparate (società semplici agricole per le attività non rientranti nel reddito agrario come l’agriturismo fuori dal forfait). Per le associazioni senza fine di lucro e quelle sportive dilettantistiche conviene valutare la convenienza di servirsi del regime agevolato previsto dalla Legge 16 dicembre 1991, n. 398 anche a seguito delle modifiche introdotte dalla legge di Bilancio che ha innalzato da 250.000 a 400.000 euro il limite massimo di ricavi conseguiti nell’anno precedente per potervi accedere.

 

 

Passaggi d’azienda «neutrali»

07 Febbraio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Francesco Bontempo - Luca Miele, pag. 40

Trasferimenti d’azienda senza conseguenze a fini IRES ed IRAP. Nel corso di Telefisco 2017 è stato annunciato l’emendamento che neutralizza i possibili effetti sulla determinazione delle basi imponibili rendendo ininfluente la classificazione in bilancio. Ai fini dell’IRAP, con un intervento nel comma 1 dell’art. 5 del D.Lgs. n. 446/1997, vengono escluse dalla determinazione del valore della produzione le componenti positive o negative di natura straordinaria derivanti da trasferimenti di azienda o rami di azienda. Il riferimento è, quindi, alle plusvalenze e minusvalenze derivanti da cessioni e conferimenti di azienda, fusioni e scissioni. Andrà chiarito se tra i componenti rilevanti a questi fini vadano comprese anche altre voci di costo relativi al trasferimento.

Contributo unificato da rimborsare

06 Febbraio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Francesco Falcone, Antonio Iorio, pag. 17

Il Ministero dell’Economia, intervenuto a Telefisco 2017, ha fornito alcuni interessanti chiarimenti in termini di contenzioso tributario. Chi perde in giudizio deve sempre restituire a chi vince le somme corrisposte a titolo di contributo unificato, anche se ciò non è espressamente previsto dal giudice in sentenza. Invece, l’IVA sulla somma dovuta a titolo di rimborso delle spese legali deve essere corrisposta al contribuente vittorioso solo se non è titolare di partita IVA e, quindi, in grado di detrarre l’imposta. Occorre ricordare che le spese di lite a favore del contribuente vittorioso nel ricorso sono immediatamente esecutive: l’Agenzia delle Entrate soccombente deve pagarle anche se decide di appellare la sentenza che le prevede.

 

Cedolare, salve le vecchie sviste

06 Febbraio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Cristiano Dell’Oste - Luigi Lovecchio, pag. 18

L’Agenzia delle Entrate, nel corso di Telefisco 2017, ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla cedolare secca. Il Fisco ha affermato che mantiene la cedolare secca sugli affitti anche chi si è dimenticato di comunicare prima del 3 dicembre 2016 la proroga del contratto di locazione. La questione riguarda i proprietari di case affittate, che hanno optato per la tassa piatta e che sono tenuti a comunicare al Fisco con il modello Rli la proroga del contratto di locazione (ad esempio, la prosecuzione del contratto nel secondo quadriennio per un contratto 4+4). Con il decreto fiscale è stato precisato che la mancata comunicazione non determina più – come in precedenza – la revoca della cedolare, ma una sanzione amministrativa, rimodulata in 100 euro (50 per chi rimedia entro i primi 30 giorni di ritardo). 

Correzioni ai bonifici in due fasi

06 Febbraio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Cristiano Dell’Oste - Giorgio Gavelli, pag. 19

Errori nei bonifici per i bonus edilizi: si profila una procedura in due fasi per la loro correzione. Il primo passo, come evidenziato dalla Entrate, è la verifica della possibilità di rifare il pagamento e, qualora non sia possibile, si deve procedere così: è sufficiente un’attestazione, come previsto dalla Circolare 43/E/2016. È questo uno dei chiarimenti emersi nel corso di Telefisco 2017. Nella risposta fornita a margine della manifestazione, le Entrate ricordano che i pagamenti vanno eseguiti con bonifico “parlante” e che la procedura di attestazione si può applicare nelle situazioni «in cui vi sia stata, per errore, una anomalia nella compilazione del bonifico». Si può ritenere, quindi, che l’attestazione sia utilizzabile anche quando il pagamento è avvenuto con bonifico ordinario.

Invii telematici verso l'ingorgo

06 Febbraio 2017

Italia Oggi – Fisco, Andrea Bongi, pag. 5

La dichiarazione precompilata crea un getto continuo di trasmissioni telematiche. Solo nel mese di febbraio i contribuenti e gli intermediari telematici saranno alle prese con un ingorgo di comunicazioni telematiche. Il mese di febbraio e i primi del successivo mese di marzo sono, infatti, intasati da una raffica di termini di scadenza per l'invio di comunicazioni telematiche finalizzate, quasi esclusivamente, all'implementazione della famigerata dichiarazione dei redditi precompilata. Sono nove le comunicazioni telematiche che devono essere inviate entro il 28 febbraio prossimo per comunicare dati relativi all'anno 2016 necessari per predisporre la dichiarazione dei redditi precompilata. Alle suddette comunicazioni telematiche da trasmettere entro il mese di febbraio vanno poi aggiunte tutte le comunicazioni relative alle spese sanitarie e ai rimborsi effettuati nel 2016 per prestazioni non erogate, o parzialmente erogate, il cui invio è stato differito dal 31 gennaio al 9 febbraio. 

Indagini finanziarie a 360°

06 Febbraio 2017

Italia Oggi – Fisco, Alessandro Felicioni, pag. 6

La Corte di cassazione, con sentenza n. 2432 del 31 gennaio 2017, ha stabilito che l'accertamento basato sulle movimentazioni bancarie non giustificate trova spazio anche nei confronti dei privati, non titolari di Partita IVA; solo, però, limitatamente ai versamenti non tracciati. Il principio affermato dai supremi giudici, alla luce dei fatti, travolge e mette in secondo piano le novità legislative introdotte dal D.L. 193/2016 che avevano, appunto, fissato un limite minimo ai movimenti rilevanti. Nel caso discusso, la Guardia di finanza svolgeva accertamenti sul conto corrente bancario intestato ad una persona fisica rilevando operazioni di versamento in denaro contante di provenienza non giustificata. L'Agenzia delle Entrate emetteva a carico del soggetto un avviso di accertamento ai fini IRPEF, con il quale contestava la disponibilità di un «reddito diverso» corrispondente ai versamenti non documentati, derivante da lavoro autonomo occasionale svolto nell'orbita delle attività imprenditoriali della società di famiglia, operante nel settore immobiliare.

Patent box, corsa agli accordi

06 Febbraio 2017

Italia Oggi – Fisco, Roberto Lenzi, pag. 7

Al via la corsa alla chiusura degli accordi per le PMI e le grandi imprese con un fatturato entro i 300 milioni di euro che hanno presentato istanza di patent box per l'esercizio 2015. Stanno infatti arrivando tramite Pec alle imprese gli inviti a comparire alle Direzioni regionali dell'Agenzia delle Entrate (si veda ItaliaOggi del 26 gennaio 2017 e del 30/12/16 per quanto concerne i primi accordi conclusi): primo appuntamento che sancisce l'effettivo avvio della procedura di ruling. Le imprese che riusciranno a chiudere l'accordo entro settembre 2017 potranno iniziare a beneficiare degli sgravi già in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi Unico 2017 per gli utili relativi all'esercizio 2016, nella quale potranno indicare la variazione in diminuzione relativa all'esercizio 2015, in alternativa al presentare una dichiarazione integrativa di favore. In entrambi i casi, le dichiarazioni andranno presentate entro il 30 settembre 2017. Resta ferma anche la possibilità di presentare un'istanza di rimborso.

Leasing, resta la competenza

03 Febbraio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Gian Paolo Tosoni, pag. 39

L’Agenzia delle Entrate ha confermato che i canoni di leasing, compreso il maxi canone e le spese per prestazioni di lavoro si deducono secondo il criterio di competenza anche per le imprese minori che dal 2017 devono applicare obbligatoriamente il regime di cassa. Secondo l’Agenzia, viene quindi confermato un regime nella sostanza misto (improntato alla cassa) in quanto solo le operazioni caratteristiche della attività seguono il criterio di cassa, ma molti costi saranno ancora deducibili per competenza; si tratta degli ammortamenti, accantonamento del trattamento di fine rapporto del lavoro dipendente, plusvalenze e minusvalenze, sopravvenienze, autoconsumo. La competenza può riguardare anche gli oneri di utilità sociale (art. 100 del T.U.I.R.) per quelli deducibili per competenza.

Interconnessione a doppio indice

03 Febbraio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Roberto Lugano, pag. 40

Maggiorazione degli ammortamenti: l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcune risposte in merito, specialmente sul requisito dell’interconnessione del bene oggetto di investimento con il sistema aziendale. Le condizioni giudicate necessarie e sufficienti riguardano due aspetti: l’identificazione univoca del bene mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento riconosciuti (ad esempio l’indirizzo IP); l’esistenza di scambi di informazioni con sistemi interni o esterni per mezzo di collegamenti documentati che seguono protocolli ufficialmente riconosciuti. Va ricordato anche che la definizione di interconnessione e delle informazioni che deve contenere la dichiarazione dei periti che certificano questo requisito dovrebbero essere oggetto di un protocollo d’intesa tra Confindustria e il ministero dello Sviluppo economico.

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