Rassegna stampa

La web tax rischia di cadere sulla doppia imposizione

06 Febbraio 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giovanni Gallucci - Maricla Pennesi, pag. 19

L’Europa deve trovare ancora un consenso unanime sulla Digital services tax – Dts. In attesa di ciò,  in Italia l’imposta sui servizi digitali è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2019. Così articolata, infatti, la disciplina si applicherebbe indistintamente a tutte le imprese domestiche, comunitarie o extra-comunitarie, senza distinguere – se non in base al fattore dimensionale – tra imprese digitali che hanno già assolto le imposte sul reddito in misura congrua e quelle che invece usufruiscono di regimi fiscali di vantaggio. Sono solo queste ultime imprese che, in concreto, riescono a beneficiare di un tax rate effettivo particolarmente basso, e a queste sole dovrebbe rivolgersi una web-tax che miri ad attenuare le sperequazioni esistenti e a porre le basi per una sana e leale concorrenza.

Retribuzioni nelle coop sociali senza il vincolo uno/otto

06 Febbraio 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Gabriele Sepio, pag. 21

In una nota a firma congiunta tra il Mise e il Ministero del Lavoro, è stato chiarito che ai lavoratori delle cooperative sociali non si applicano i vincoli retributivi previsti dal Decreto Legislativo 112/2017 in tema di impresa sociale. Con riguardo ai rapporti di lavoro, in particolare, la nuova disciplina in tema di impresa sociale stabilisce che le differenze retributive tra dipendenti debbano essere contenute all'interno di un rapporto uno a otto (art. 13, comma 1, D.Lgs. n. 112/2017). Alcuni dubbi interpretativi erano sorti in relazione all'applicabilità di questo vincolo alle cooperative sociali, che con la riforma del Terzo settore acquisiscono di diritto la qualifica di impresa sociale e applicano le disposizioni del D.Lgs. n. 112/2017 «in quanto compatibili» con la normativa specifica sulle cooperative.

Pvc, sanabili gli anni fuori dall’accertamento

06 Febbraio 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Dario Deotto, pag. 22

Tra gli argomenti trattati nel corso di Telefisco 2019, vi è stato quello degli atti di accertamento: la notifica di un atto di accertamento entro il 24 ottobre scorso, relativo a un processo verbale definibile e riguardante più annualità, non osta alla definizione del Pvc per le annualità e i tributi non raggiunti dall’atto impositivo. La norma sulla definizione dei Pvc (art. 1 del D.L. 119/2018) prevede che il contribuente presenti la «relativa dichiarazione per regolarizzare le violazioni constatate nel verbale». 
Inoltre, il comma 5 dell’art. 1 dispone che il medesimo contribuente deve provvedere alla autoliquidazione delle imposte relative alle «violazioni constatate per ciascun periodo d’imposta». 

Dal 2020 via all'IrpefIresPlus

06 Febbraio 2019

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Cristina Bartelli, pag. 30

Progetto di legge, il n. 1501, presentato alla Camera e sostenuto dalle firme di tutti i deputati della Lega in commissione finanze, prevede l’istituzione dell’IrpefIresPlus. Non è uno scioglilingua ma un'imposta sostitutiva che si applicherà a partire dal 10% del reddito dichiarato in più rispetto all'anno precedente dal contribuente, che sconterà un'aliquota d'imposta di favore pari al 15%. Mettendo il contribuente al riparo dagli accertamenti, esclusi i casi di reati gravi. L'imposta si applicherà dal 1° gennaio 2020 sui redditi conseguiti nel 2019 e avrà una durata temporale di tre anni. Una sorta di antipasto dell'avvio della flat tax per tutti. Il progetto è fortemente voluto dai sottosegretari Massimo Garavaglia e Massimo Bitonci, nonché dal vicepresidente della commissione finanze della Camera Alberto Gusmeroli.

Incertezza fiscale, sanzioni ko

06 Febbraio 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Debora Alberici, pag. 32

Secondo quanto affermato dalla Corte di cassazione, con l'ordinanza n. 3277 del 5 febbraio 2019, non si applicano le sanzioni fiscali prima dell'intervento di una norma di interpretazione autentica finalizzato a dissipare l'incertezza delle disposizioni. Con la pronuncia la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Enel che si opponeva a una cartella di pagamento Ici comprensiva di sanzioni. All'epoca il D.Lgs. 507/1992 conteneva delle disposizioni così poco chiare che, nel 2005, sono state chiarite con una norma di interpretazione autentica. Ciò dimostra come all'epoca dei fatti la legge fosse poco chiara e rendesse quindi inapplicabili le sanzioni. Infatti, ricorda la sezione tributaria del Palazzaccio, «l'incertezza normativa oggettiva (…) costituisce causa di esenzione del contribuente dalla responsabilità amministrativa tributaria, richiede una condizione di inevitabile incertezza sul contenuto, sull'oggetto e sui destinatari della norma tributaria».

E-fattura da trasmettere subito

06 Febbraio 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Fabrizio G. Poggiani, pag. 33

Fatture elettroniche differite con obbligo di trasmissione immediata. La fattura differita deve, a regime, indicare la data di emissione, che corrisponde alla data di trasmissione al Sistema di interscambio (SdI), non beneficiando dei dieci giorni previsti dalle disposizioni del collegato alla legge di Bilancio 2019. Una risposta dell'Agenzia delle entrate fornita nell'ambito dell'incontro con i rappresentanti del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Cndcec) lo scorso 15 gennaio (la n. 1.1) ha ingenerato una ulteriore confusione, soprattutto con riferimento ai numerosi contribuenti che anticipano l'emissione della fattura differita alla fine di ogni mese. Nella risposta citata, l'Agenzia delle entrate ha precisato che le regole, di cui all'art. 21 (e osiamo affermare dell'art. 21-bis per le fatture semplificate) non sono cambiate.

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