Rassegna stampa

Precompilata al countdown

09 Gennaio 2017

Italia Oggi - Fisco, Andrea Bongi, pag. 5

Al via la Precompilata 2017. Entro il 31 gennaio prossimo devono essere trasmessi telematicamente al fisco i dati delle spese sanitarie relative al 2016 mentre entro il 28 febbraio andranno trasmessi tutti gli altri dati necessari all'implementazione della dichiarazione dei redditi. Ai nastri di partenza ci sono quest'anno una serie di nuovi soggetti che si affiancheranno nell'invio dei dati a quelli già arruolati fin dall'inizio dell'operazione. Tali nuovi soggetti sono stati obbligati all'invio dei dati con decorrenza dalle spese relative al periodo d'imposta 2016 da due distinti decreti del ministero dell'Economia e delle finanze. Il primo decreto è quello del 1° settembre 2016 che ha inserito nuove categorie di professionisti e imprese operanti nell'area sanitaria far i quali gli psicologi e le parafarmacie. Il secondo decreto è stato invece emanato il 1° dicembre 2016 inserendo fra i soggetti obbligati alla comunicazione dei dati 2016 tutti gli enti che hanno erogato rimborsi di spese universitarie e gli amministratori di condominio per quanto riguarda le spese detraibili sulle parti comuni del condominio.

La detassazione ha più appeal

09 Gennaio 2017

Italia Oggi - Fisco, Daniele Cirioli, pag. 4

Più appeal per la detassazione. Dal 1° gennaio, infatti, può applicarsi fino a 3 mila euro di premi (2 mila fino allo scorso anno) ovvero 4 mila (2,5 mila in precedenza) se c'è un coinvolgimento dei lavoratori nell'organizzazione del lavoro. Ne possono beneficiare, inoltre, i lavoratori con redditi fino a 80 mila euro (50 mila euro fino al 31 dicembre scorso). Le novità, previste dalla legge di Bilancio 2017, n. 232/2016, in vigore da questo anno, ampliano inoltre le vie alternative per incentivare forme di welfare aziendale. Oltre ai benefit già previsti anche lo scorso anno, i lavoratori possono optare per versamenti di contributi a fondi pensione, fondi sanitari o per l'attribuzione di azioni. La detassazione è un incentivo di tipo fiscale, che mira a favorire la produttività aziendale. La Legge di Bilancio 2017 conserva l'architettura operativa, rifatta completamente nuova dallo scorso anno dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge n. 208/2015), ma ne eleva i limiti operativi. 

L'imprenditore può licenziare per migliorare il profitto

09 Gennaio 2017

Italia Oggi - Imprese & Lavoro, Luca Failla, pag. 2

Secondo quanto affermato dalla Corte di Cassazione, con la sentenza del 7 dicembre 2016, n. 25201, in modo definitivamente chiaro e inequivocabile, il licenziamento individuale potrà (e dovrà) essere considerato legittimo anche solo se finalizzato alla migliore e più proficua redditività dell'azienda, e pertanto finalizzato alla ricerca del maggiore profitto. Erano decisamente maggioritarie, sino ad oggi, sia fra i giudici di merito che fra quelli di legittimità pronunzie che avevano ritenuto illegittimo il licenziamento del lavoratore, reintegrandolo, quando motivato dalla riduzione dei costi in funzione della migliore efficienza della organizzazione aziendale. La crisi aziendale era il prerequisito di fondo del legittimo licenziamento. Per contro, alle aziende «sane» era precluso licenziare. Con la pronuncia n. 25201, con ampi richiami del diritto comunitario e dei principi costituzionali, la Suprema corte prende invece in maniera definitiva apertamente posizione contro l'orientamento sino ad oggi maggioritario anche all'interno della stessa Cassazione.

Un test libera le perdite pre-fusione

09 Gennaio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Luca Benigni - Gianni Rota, pag. 18

La CTR Lombardia, con la sentenza 6353/36/2016, ha affermato che nella fusione per incorporazione le perdite fiscali della società incorporata non sono automaticamente deducibili dall’incorporante. Quest’ultima, prima della fusione, deve verificare il superamento del test di vitalità economica da parte della società che viene rilevata. Tale condizione deve permanere fino alla frazione di esercizio precedente la fusione. Tuttavia, se l’amministrazione intende contestare la condotta dell’incorporante deve seguire la procedura prevista per le norme antielusione e provare il presunto intento elusivo. In sostanza, anche se non viene superato il test di vitalità nella frazione di esercizio precedente la data di effetto della fusione, in caso di accertamento l’ufficio deve seguire le norme antielusive.

Prelievi, oneri e riserve guidano la scelta per l’IRI

09 Gennaio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Mario Cerofolini, Lorenzo Pegorin, Gian Paolo Ranocchi, pag. 17

Con il modello Unico 2018, per la prima volta, dovrà essere comunicata la scelta del regime sostitutivo di tassazione per le imprese individuali e le società di persone commerciali in contabilità ordinaria entrato in vigore il 1° gennaio scorso. Ciò consentirà una valutazione comparativa a posteriori fra le due diverse forme di tassazione: quella ordinaria (IRPEF) e quella fissa (IRI). 
Le imprese in contabilità semplificata non possono usufruire della tassazione IRI, se non dopo aver optato per la contabilità ordinaria. Questo significa che già a partire dal 1° gennaio 2017, le imprese minori che intendono transitare per l’IRI dovranno nei fatti iniziare a tenere una contabilità ordinaria la cui scelta dovrà poi essere comunicata nel quadro VO della dichiarazione IVA 2018.

Criterio di cassa a corrente alternata

09 Gennaio 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Gianfranco Ferranti, pag. 15

Dal 2017 la Legge di Bilancio ha introdotto il regime di cassa per determinare il reddito delle imprese minori e ai fini dell’IRAP; tale novità presenta però alcune criticità, legate alla convivenza con il criterio di competenza e all’impossibilità di riportare in avanti le perdite, che richiedono l’adozione di tempestivi chiarimenti, anche in via normativa. Il criterio di cassa sembrerebbe riguardare soltanto i componenti positivi e negativi relativi all’attività “caratteristica” dell’impresa, quali quelli in precedenza interessati dal meccanismo delle variazioni delle rimanenze, ora abolito (nonché i dividendi, gli oneri fiscali e contributivi e gli interessi di mora per i quali si applicava anche in precedenza). 
La disciplina appare, però, incerta e confusa e sarebbe opportuno un chiarimento ufficiale.

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