Rassegna stampa

Cumulo tra l’iperammortamento e gli incentivi per le rinnovabili

11 Ottobre 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Giuseppe Latour - Andrea Taglioni, pag. 27

Iperammortamento, superammortamento e incentivi Mise alle rinnovabili (come eolico, solare e idroelettrico) sono pienamente cumulabili, in eccezione alla regola generale che impedisce la somma dei bonus. Lo si evince da una alle Faq fornita dal Gestore dei servizi energetici (Gse), per fare chiarezza su alcuni problemi frequenti sollevati dalle imprese.

La richiesta arrivata sul tavolo del Gse riguardava «la possibilità di usufruire, contemporaneamente, degli incentivi del D.M. 6 luglio 2012, del superammortamento al 140% sui beni strumentali e dell’iperammortamento al 250% sugli investimenti innovativi». Si parla del sistema di incentivi del Mise per sostenere la produzione di energia da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico: eolico, idroelettrico, biogas, geotermia, solare termodinamico.

Il bonus Renzi blocca il 770 se compensato internamente

11 Ottobre 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Nevio Bianchi - Barbara Massara, pag. 26

Dove bisogna esporre il bonus Renzi all’interno del modello 770/2018? Il dubbio assale i sostituti che nel corso del 2017 hanno gestito il credito recuperato, cioè quello inizialmente attribuito e poi risultante come non spettante, scomputandolo direttamente dal corrispondente credito riconosciuto da utilizzare, anziché riversandolo in F24 con l’apposito codice tributo 1655 (a debito). Già nel corso della presentazione del modello 770/2017, relativo al reddito del 2016, molte aziende scoprirono che le Entrate non gradivano la compensazione interna (credito e debito) al codice 1655. Di conseguenza alcune procedure informatiche si sono adeguate solo da luglio dello scorso anno, mentre nel primo semestre del 2017 hanno gestito il credito recuperato in modo non conforme ai desiderata dell’Agenzia.

Trasformazione da S.r.l o S.p.A. con doppia dichiarazione

11 Ottobre 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Alessandra Caputo - Gian Paolo Tosoni, pag. 26

Per quelle società che si sono trasformate, nel corso dell’anno 2017, in società semplice grazie al regime agevolato della legga 208/2015, è ora il momento di compilare il modello di dichiarazione dei redditi che indichi i dati dell’operazione; il modello sarà diverso a seconda della società di partenza, cioè o modello Società di Persone o Società di Capitali.

Infatti, l'art. 1, commi da 115 a 120, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208, ha introdotto un regime fiscale agevolato per consentire l'assegnazione e la cessione agevolata ai soci di società commerciali di taluni beni immobili e mobili iscritti in pubblici registri nonché la trasformazione in società semplice delle società che avevano per oggetto esclusivo o principale la gestione dei predetti beni.

Un nuovo codice della crisi

11 Ottobre 2018

Italia Oggi – Diritto e Impresa, Marcello Pollio, pag. 32

In dirittura di arrivo la riforma del fallimento e il nuovo codice della crisi con l'istituto dell'allerta che si adegua alle dimensioni delle imprese. Il governo Conte, infatti, non farà decadere la delega prevista dalla Legge 19 ottobre 2017, n. 155, ed entro il 14 novembre, salvo imprevisti dell'ultimo momento, verrà approvato il nuovo testo del decreto attuativo messo appunto dall'ufficio legislativo del ministro Bonafede. Pochi giorni fa il nuovo testo del Codice della crisi e dell'insolvenza, che andrà a sostituire la legge fallimentare attuale e la legge sul sovraindebitamento del debitore civile, è stato inviato ai ministeri concertanti e a breve passerà all'approvazione del Consiglio dei ministri. La struttura dei 390 articoli già di fatto prevista dalla bozza della Commissione Rordorf resta grossomodo intatta, anche se non mancano significative novità e cambiamenti che appaiono certamente più adeguate all'economia reale italiana e alle esigenze delle imprese.

E-fattura, nessun differimento

11 Ottobre 2018

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Vincenzo Morena, pag. 30

Il sottosegretario all'economia, Alessio Villarosa, in commissione finanze alla camera, al question time n. 5-00672 ha escluso un rinvio dell'e-fattura. Le cause sono il rischio frode e la perdita del gettito Iva. Il differimento, per alcuni operatori economici, dell'entrata in vigore dell'obbligo di fatturazione elettronica, prevista il 1° gennaio 2019, presenta «significativi impatti sul gettito per le minori entrate derivanti dalla lotta all' evasione IVA e aumenterebbe notevolmente il rischio di errori da parte dei soggetti coinvolti nelle operazioni». L'interrogazione, presentata dal deputato Riccardo Zucconi (Fratelli d'Italia), sollecitava un rinvio all'introduzione dell'obbligo di e-fattura per le piccole e medie imprese. Il sottosegretario ha affermato infatti che: «l'avvio dell'obbligo con cadenze temporalmente diversificate a seconda della tipologia di contribuenti introdurrebbe elementi di notevole complessità per gli operatori stessi (e per i loro intermediari) nella gestione quotidiana delle fatture, e quindi, nei processi amministrativi e contabili a esse strettamente correlati».

Un rientro dei capitali fase tre

11 Ottobre 2018

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Cristina Bartelli, pag. 29

Il decreto fiscale all'esame del consiglio dei ministri di lunedì, dovrebbe prevedere escludere gli acconti per i nuovi minimi, i debuttanti della flat tax al 15% su ricavi entro i 65 mila euro potranno evitare l'appuntamento con l'erario per il pagamento anticipato della sostitutiva in quanto avranno un regime per cassa. E un nuovo rientro dei capitali, male forse necessario per garantire quella stima di gettito da 10 mld della pace fiscale, calcolata ieri dal sottosegretario all'economia Massimo Bitonci. I tecnici dell'esecutivo che stanno mettendo appunto il decreto, stanno ragionando su una serie di misure diversificate che andranno a comporre la pace fiscale. Il vicepremier Matteo Salvini ieri ha dichiarato che «Il decreto fiscale arriva entro la settimana, venerdì o lunedì, i tecnici in queste ore stanno lavorando sulle soglie».

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