Rassegna stampa

Il comodato non evita l'IMU

09 Aprile 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Sergio Trovato, pag. 32

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 5529/2019, ha affermato che il proprietario di un immobile non può avere diritto all'esenzione dalle imposte locali se lo ha dato in comodato gratuito ai figli minori. Non è pensabile né credibile che due figli minori, di 5 e 11 anni, possano vivere da soli, ancorché abbiano la residenza anagrafica nell'immobile. L'agevolazione non spetta neppure se l'immobile viene concesso in comodato al coniuge, perché non è annoverabile tra i parenti in linea retta.  Per i giudici sono fondate le pronunce di merito laddove hanno escluso che «due minori di cinque ed undici anni possano vivere da soli» e hanno negato «la sussistenza dei requisiti richiesti dalla norma primaria per l'esenzione, non essendo configurabile un rapporto di comodato gratuito unicamente tra il genitore ed i figli minori».

Impatriati, maxi sconti

09 Aprile 2019

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Simone Tini - Mosè Cafiero, pag. 33

La bozza dello schema di decreto legge recante misure urgenti per la crescita economica, battezzato «Decreto Crescita» prevede che, a partire dal 1° gennaio 2020, sarà ancora più vantaggioso il regime di favore per i soggetti «impatriati» che scelgono di trasferire la residenza in Italia dopo aver trascorso un periodo all'estero di almeno due anni e che si impegnino a rimanervi per un periodo minimo di due anni. La bozza del citato decreto, modifica il vigente regime dei cd. «impatriati» (art. 16 del D.Lgs. 147/2015) prevedendo un maggior abbattimento della base imponibile Irpef, dal 50 al 70%, percentuale che addirittura sale al 90% nel caso in cui i lavoratori si trasferiscano nelle regioni del Sud-Italia (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria Sardegna e Sicilia). L'accesso al regime di favore viene esteso anche ai soggetti impatriati che intendono avviare un'attività d'impresa in Italia.

Il credito d’imposta inesistente allunga i tempi di accertamento

09 Aprile 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Alessandro Mastromatteo - Benedetto Santacroce, pag. 25

Qualificando i crediti di imposta utilizzati dal contribuente come inesistenti invece che non spettanti si ottengono termini di accertamento più ampi rispetto a quelli ordinari. Questa proroga, che in alcun casi porta anche a una riapertura dei controlli per periodi di imposta decaduti, discende essenzialmente da una classificazione dei crediti beneficiati effettuata in maniera non sempre coerente con il quadro normativo di riferimento con effetti anche sul trattamento sanzionatorio concretamente applicato. Più nel dettaglio, con il D.Lgs. n. 158/2015, che ha revisionato il sistema sanzionatorio, è stato riformulato l’art. 13 del D.Lgs. 471/1997 relativo alle violazioni degli obblighi di versamento dei tributi, con inserimento al comma 4 di una disciplina specifica per l’ipotesi di utilizzo di un’eccedenza o di un credito di imposta esistenti in misura superiore a quella spettante o in violazione delle modalità di utilizzo previste.

Il valore della controversia si calcola al netto dello sgravio formale

09 Aprile 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Antonio Iorio, pag. 26

Con la Circolare 6/E/2019, l’Agenzia delle Entrate h specificato che il valore della controversia su cui calcolare le previste percentuali ai fini della definizione della lite è quello relativo alla lite pendente al 24 ottobre 2018. Da questo importo occorre poi decurtare eventuali somme che non formano più oggetto del contendere. Ciò può avvenire nel caso di formazione di un giudicato interno, di parziale annullamento dell’atto a seguito dell’esercizio del potere di autotutela da parte dell’ufficio. Coerentemente con quanto già evidenziato nella  Circolare 22/E/2017, questi parziali annullamenti possono avvenire anche successivamente al 24 ottobre 2018 e fino alla presentazione della domanda di definizione. 

S.r.l., organi di controllo subito

09 Aprile 2019

Italia Oggi – Diritto e Fisco, Marcello Pollio, pag. 31

Con una nota informativa diffusa in questi giorni, il conservatore del registro imprese di Bologna (primo in Italia) ha invitato i commercialisti a sollecitare l'adempimento delle novità introdotte dal decreto 14: società a responsabilità limitata e cooperative devono dotarsi immediatamente dell'organo di controllo (collegio sindacale, sindaco unico o revisore). I professionisti che seguono le società, dunque, devono far presente senza indugio che le novità introdotte dall'art. 379 del D.Lgs. n. 14/2019 si applicano subito in modo da poter consentire al nuovo organo di esplicare con maggiore efficacia la propria funzione già nel corso dell'esercizio 2019. Obiettivo del conservatore, che le società a responsabilità limitata e le società cooperative costituite alla data del 16 marzo 2019,  se superano i limiti, nominino gli organi di controllo o il revisore già nel corso dell'assemblea di approvazione del bilancio per l'esercizio 2018, cioè di regola, nel periodo aprile – giugno 2019.

Esterometro in bilico: ecco quando va inviato

08 Aprile 2019

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Matteo Balzanelli  - Massimo Sirri, pag. 17

Le Entrate, con la Risposta n. 85 dello scorso 27 marzo, hanno affermato che per la compilazione dell’esterometro conta solo il fatto che la controparte sia stabilita all’estero. Non importa la sua qualifica, né che le cessioni (o gli acquisti) di beni o le prestazioni di servizi rese (o ricevute) siano irrilevanti ai fini IVA in Italia dal punto di vista territoriale. A livello soggettivo, presentano la comunicazione delle operazioni transfrontaliere i soggetti passivi residenti o stabiliti nel territorio dello Stato. Il rinvio al concetto di stabilimento implica che non deve trasmettere la comunicazione il rappresentante fiscale o l’identificazione diretta del non residente. Vi dovranno invece provvedere le stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti.

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