Rassegna stampa

IVA, lo spesometro manda ko privacy e certezza del diritto

09 Ottobre 2017

Italia Oggi – Fisco e Adempimenti, Andrea Bongi, pag. 2

In rotta di collisione la comunicazione dei dati rilevanti ai fini Iva e lo Statuto del contribuente e la protezione dei dati personali. A causa del caos generatosi in questi giorni a seguito dei malfunzionamenti della piattaforma telematica gestita da Sogei, i contribuenti e i loro intermediari, facendo perno proprio sulle disposizioni della Legge n. 212/2000, non potranno essere oggetto di sanzioni amministrative nelle ipotesi di errori relativi alla trasmissione dei dati delle fatture del primo semestre 2017. Gli incidenti occorsi alla piattaforma telematica Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle entrate sono invece oggetto di specifica attività ispettiva, tutt'ora in corso, dell'autorità Garante della protezione dei dati personali finalizzata all'individuazione delle cause e dei responsabili degli incidenti in questione.

Split payment anti sommerso

09 Ottobre 2017

Italia Oggi – Lotta all’evasione, Matteo Barbero, pag. 6

Secondo quanto emerge dalla annuale «Relazione sull'economia non osservata», predisposta dalla commissione guidata da Enrico Giovannini e allegata alla nota di aggiornamento del DEF appena varata dal governo, le misure anti evasione varate negli ultimi anni, dallo split payment al canone Rai in bolletta, funzionano, ma riescono solo a scalfire la montagna delle entrate sottratte al bilancio pubblico, che rimane stabilmente sopra i 100 miliardi di euro all'anno. L'economia sommersa vale poco meno del 12% del Pil ed è distribuita in modo molto disomogeneo sia per settore di attività (prevale ovviamente il terziario) che a livello territoriale (col Mezzogiorno al top). Si tratta di una novità recente: è stato, infatti, il D.Lgs. n. 160/2015 a imporre di corredare le previsioni macroeconomiche con un rapporto sulla dimensione del sommerso e sui risultati conseguiti in materia di misure di contrasto.

IVA in testa per il maggiore gap con oltre 35,4 miliardi

09 Ottobre 2017

Italia Oggi – Lotta all’evasione, La Redazione, pag. 6

La «Relazione sull'economia non osservata» allegata al Def fornisce anche dettagli interessanti sulla composizione del gettito evaso. Il gap complessivo relativo all'Irpef da lavoro autonomo, Ires, Iva, Irap, locazioni e canone Rai ammonta a circa 87 miliardi di euro: di questi 12,7 sono ascrivibili alla componente dovuta a omessi versamenti ed errori nel compilare le dichiarazioni. Pertanto, il gap derivante da omessa dichiarazione ammonta a circa 74,3 miliardi di euro. Se si scompone il gap per tipologia di tributo, il gap maggiore si registra per l'Iva con un valore pari a 35,4 miliardi di euro; nel caso dell'Iva, si osserva anche la maggiore incidenza della componente dovuta agli omessi versamenti e agli errori nella compilazione delle dichiarazioni (pari nella media del periodo a circa 8 miliardi l'anno).

Elusione ed evasione, si discute ancora

09 Ottobre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Dario Deotto, pag. 19

Differenza tra evasione ed elusione con contorni ancora indefiniti: nonostante l’introduzione dell’articolo 10-bis dello Statuto del contribuente, permangono numerosi dubbi in relazione al distinguo tra evasione ed elusione – specie tra simulazione ed elusione – considerando che tale distinzione comporta delle rilevanti differenziazioni sul piano delle conseguenze procedimentali nonché su quelle sanzionatorie. Occorre partire dalla constatazione che nell’elusione non c’è alcuna manipolazione della realtà: vi è coincidenza tra ciò che le parti dichiarano di volere e ciò che realmente vogliono. Le parti dichiarano di volere determinati effetti giuridici per conseguire un determinato effetto economico, e tale volontà non è simulata, ma effettiva. Ed è proprio la realizzazione degli effetti giuridici che consente di raggiungere il risultato (elusivo) desiderato, che consiste nel risparmio indebito d’imposta. 

Visto su Redditi anche per i crediti riportati nel 2018

09 Ottobre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Gian Paolo Ranocchi - Lorenzo Pegorin, pag. 20

Il modello Redditi in scadenza il prossimo 31 ottobre, per l’utilizzo in compensazione di crediti d’imposta per importi superiori a 5mila euro, dovrà essere inviato con il visto di conformità di un professionista abilitato. Si tratta, per molti contribuenti, del primo appuntamento con la nuova soglia, fissata dal D.L. n. 50/2017, che, dal 24 aprile scorso, ha ridotto il precedente limite di 15mila euro. La riduzione della soglia ha fortemente allargato il perimetro dei soggetti obbligati a dotare la dichiarazione dei redditi del visto di conformità. La certificazione è necessaria per salvaguardare la correttezza delle compensazioni, presentate o da presentare, con modello F24, usando obbligatoriamente i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate. 

Affitti turistici, il 16 ottobre primo round con la ritenuta

09 Ottobre 2017

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Luca De Stefani - Saverio Fossati, pag. 21

Entro il 16 ottobre gli «intermediari immobiliari» dovranno versare la ritenuta del 21% sui canoni lordi pagati, a partire dall’11 settembre scorso, dai loro clienti-inquilini ai clienti-proprietari per affitti brevi (sino a 30 giorni e stipulati a partire dal 1° giugno scorso). Un adempimento che di fatto sta slittando da mesi e sul quale pendono anche i ricorsi al TAR e al garante Antitrust da parte di Airbnb. Il primo appuntamento indicato dalla normativa (D.L. n. 50/2017, articolo 4) era, indubitabilmente, il 16 luglio per i canoni consegnati ai proprietari già nel mese di giugno. Ma l’applicazione dello Statuto del contribuente, fa sì che il primo giorno di applicazione della disciplina sia, appunto, lunedì 11 settembre 2017.

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