Rassegna stampa

TARI con i fabbisogni standard

09 Febbraio 2018

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Ilaria Accardi, pag. 26

Il dipartimento delle finanze ha pubblicato sul proprio sito delle «Linee guida interpretative per l'applicazione del comma 653 dell'art. 1 della Legge n. 147/2013», in base al quale dal 2018, il comune deve avvalersi anche delle «risultanze dei fabbisogni standard» nella determinazione dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, che devono essere integralmente coperti dalla tassa sui rifiuti (TARI). I fabbisogni standard entrano nei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Ma sono fuori i comuni delle regioni a statuto speciale e anche gli enti che hanno già approvato i piani finanziari e le tariffe della Tari non sono tenuti a rivederli. Tra i chiarimenti, è specificato i fabbisogni standard del servizio rifiuti possono rappresentare solo un paradigma di confronto per permettere al comune di valutare l'andamento della gestione del servizio rifiuti.

IVA sulle consulenze finanziarie

09 Febbraio 2018

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Valerio Stroppa, pag. 27

Secondo quanto chiarito dall'Agenzia delle entrate nella risposta a un'istanza di interpello presentata da una sim milanese, la consulenza indipendente in materia di investimenti è imponibile ai fini Iva. Le commissioni percepite da una società che invia ai propri clienti raccomandazioni personalizzate sui titoli da comprare o vendere non rientrano nel regime di esenzione previsto dall'art.10 del D.P.R. n. 633/1972. Ciò in quanto, mancando ogni rapporto economico con gli intermediari coinvolti nelle operazioni eventualmente effettuate dal cliente, non sussiste alcun servizio di negoziazione. La società istante offre quattro distinte tipologie di servizio, le cui remunerazioni presentano diversi trattamenti ai fini Iva: gestione individuale di portafogli (imponibile), consulenza in materia di investimenti (esente), consulenza generica (imponibile) e distribuzione di polizze per conto di compagnie assicurative (esente). 

Dividendi 2017 con prelievo incerto

09 Febbraio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Marco Piazza, pag. 15

È possibile che gli utili deliberati a fine 2017 e incassati nel 2018 possano vedersi applicata l’imposta sostitutiva al 26% e non il vecchio regime IRPEF. L’art. 1, comma 1005, della Legge n. 205/2017 dispone, infatti, che l’estensione del campo d’applicazione della ritenuta d’imposta del 26% agli utili percepiti da persone fisiche al di fuori dell’esercizio d’impresa su partecipazioni qualificate opera per quelli percepiti dal 1° gennaio 2018. Il comma 1006 reca un regime transitorio, per le distribuzioni di utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017: se le distribuzioni sono deliberate dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2022, si continuano ad applicare le disposizioni previgenti, che comportano il concorso dell’utile alla formazione del reddito complessivo imponibile in misura variabile (40%, 49,72% o 58,14%) in funzione dell’anno di formazione dell’utile (decreto Mef del 26 maggio 2017).

Obbligo di e-fattura verso l’ok UE

09 Febbraio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Alessando Mastromatteo - Benedetto Santacroce, pag. 16

Sta per arrivare la deroga alla direttiva IVA che autorizza l’Italia all’introduzione della fattura elettronica obbligatoria nei rapporti tra soggetti passivi e nei confronti dei consumatori finali: la Commissione Europea con la Com (2018) 55 del 5 febbraio 2018 ha sottoposto infatti una proposta al Consiglio, che dovrà approvarla all’unanimità, con cui lo Stato italiano viene autorizzato a derogare agli articoli 218 e 232 della direttiva 2006/112/CE. Tali disposizioni da un lato prevedono la piena parità di trattamento tra fatture cartacee ed elettroniche e dall’altro richiedono l’accordo del destinatario perché una fattura possa essergli trasmessa o messa a disposizione per via elettronica.

TARI, finto debutto dei costi standard

09 Febbraio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Gianni Trovati, pag. 16

Il Ministero delle Finanze ha diffuso, ieri, alcune linee guida che devono chiarire i punti dubbi sulla TARI. La norma impone di determinare la Tari tenendo conto degli standard (nel mondo degli enti locali si chiamano «fabbisogni) chiamati a individuare il “prezzo giusto” del servizio, per evitare che una gestione inefficiente gonfi il conto su cittadini e imprese costi non dovuti. La Tari infatti deve assicurare una «copertura integrale» del costo del servizio, ma se quest’ultima voce è libera la tariffa cresce in proporzione dove il servizio è meno efficiente. L’ultima legge di bilancio si è dimenticata di prorogare il «congelamento» degli standard, e ha sollevato un ginepraio di dubbi negli enti locali. 

Crisi d’impresa, liti fiscali a due vie

08 Febbraio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Luca Gaiani, pag. 18

Contenzioso a due vie per la nuova transazione fiscale. Le Entrate hanno affermato che, nell’ambito del concordato preventivo, le liti tributarie proseguono anche dopo l’omologazione della procedura, mentre negli accordi di ristrutturazione si verifica una cessata materia del contendere. L’articolo 182-ter della legge fallimentare, che regola la cosiddetta transazione fiscale, è stato completamente riscritto dalla Legge n. 232/2016 con decorrenza dal 1° gennaio 2017. La novità principale è costituita dalla possibilità di falcidia anche dei crediti per IVA e ritenute operate e non versate. 
Il percorso da seguire per ottenere lo stralcio e/o la dilazione è differente per concordato preventivo e accordo di ristrutturazione omologato. 

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