Focus

Focus su Studi di settore

I chiarimenti delle Entrate sugli studi di settore 2016

21 Luglio 2017 | di Federico Gavioli

Studi di settore

L’Agenzia con un corposo documento ha fornito chiarimenti in merito all’applicazione degli studi di settore per il periodo di imposta 2016. Il documento di prassi evidenzia le principali novità, come i criteri di territorialità e gli indicatori di coerenza economica, rimarcando anche lo sforzo introdotto per la semplificazioni dei modelli e la riduzione del numero degli studi applicabili in virtù degli inglobamenti previsti.

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Indicatori di “compliance”: luci ed ombre del nuovo sistema di valutazione di affidabilità fiscale

22 Settembre 2016 | di Piercarlo Bausola

Studi di settore

Il 7 settembre scorso si è tenuta la presentazione, da parte della Commissione degli Esperti per gli studi di settore, degli "indicatori di compliance", il nuovo strumento di accertamento presuntivo che dovrebbe sostituire gli studi di settore, progressivamente a partire dal 2017: tale sistema è di fatto un indicatore del grado di affidabilità dei contribuenti. I nuovi indicatori di compliance punteranno su una elaborazione statistico-economica dei dati dichiarati dal contribuente, che assegnerà una valutazione su una scala da 1 a 10, evidenziando il complessivo grado di “affidabilità” del contribuente. Ecco alcuni dettagli sul funzionamento del nuovo strumento accompagnati da una riflessione”a caldo” sulla loro imminente introduzione.

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L'accertamento è illegittimo se l’impresa è in crisi

27 Novembre 2015 | di Isabella Buscema

Cass. civ., 10 novembre 2015, n. 22946

Studi di settore

Lo scostamento dei ricavi accertati inferiore al 21% rispetto allo studio di settore, non costituisce grave incongruenza, ancor più se l'impresa versa in una persistente crisi economica. Uno scostamento non rilevante tra i maggiori ricavi contestati e quanto dichiarato, unitamente alla crisi economica, non costituisce un motivo valido per applicare gli studi di settore. Lo scostamento rilevato era di circa il 21%: tale percentuale non era da considerarsi particolarmente grave, tanto da legittimare l’accertamento. La quantificazione del maggior reddito deve avere contezza di «plurimi fattori propri della singola situazione economica, del periodo di riferimento ed in generale della stessa storia commerciale del contribuente destinatario dell'accertamento, oltre che del mercato e del settore di operatività». Nell’accertamento mediante studi di settore l’Ufficio è tenuto ad attivare il contraddittorio con il contribuente, adattando gli indici standard ai plurimi fattori propri della singola situazione economica, del periodo di riferimento, del mercato e del settore di operatività del contribuente.

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Maternità e malattia possono giustificare lo scostamento

22 Aprile 2014 | di Antonio Terlizzi

Cass.civ., sez. VI, ordinanza 15 aprile 2014, n. 8706

Studi di settore

La nascita di un figlio e la concomitante malattia del coniuge sono circostanze idonee a giustificare lo scostamento del reddito dichiarato dagli studi di settore. La contribuente, infatti, ha pienamente assolto l’onere probatorio su di lei gravante, dimostrando l’esistenza di situazioni di fatto (infarto del coniuge e nascita di un figlio) idonee a vincere la presunzione di maggior reddito. Così gli Ermellini con l'ordinanza n. 8706 del 15 aprile scorso.

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