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Il leasing immobiliare e abitativo: opportunità e agevolazioni fiscali

07 Novembre 2018 | di Monica Greco

art. 19 bis 2, comma 2 e 3, D.P.R. 633/1972

Abitazione

Il contratto di leasing immobiliare ha cambiato le regole del mercato immobiliare e, in particolare, i canali per l'acquisto della prima casa. Il leasing abitativo è diventato un'alternativa al tradizionale finanziamento dell’acquisto di una casa con mutuo ipotecario. Niente costi di iscrizione e cancellazione di ipoteca, imposta di registro sull’atto di acquisto ridotta, canone leasing detraibile ai fini Irpef e prezzo di riscatto detraibile nell’anno. Le tutele per i consumatori, la possibilità di interrompere il pagamento delle rate per un periodo massimo di 12 mesi e molto altro. Il contratto ha ampliato la platea degli utilizzatori attraendo, con il leasing immobiliare, anche i semplici "consumatori" che vi ricorrono per l'utilizzare un bene - come l'abitazione - non legato all’attività di impresa o alla professionale svolta. Il leasing abitativo è riservato ai soggetti privi di abitazione principale con un reddito non superiore a 55 mila euro, i quali possono portare in detrazione dalla dichiarazione dei redditi i costi del leasing “prima casa” e fruire delle altre agevolazioni fiscali previste. Un recente intervento dell'Agenzia delle Entrate chiarisce la corretta interpretazione dell’articolo 19-bis2, commi 3 e 8, D.P.R. 633/1972, che impone di non rettificare la detrazione dell’IVA assolta sui canoni di leasing.

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