Software

   

Indeducibilità degli interessi passivi impliciti nei canoni di leasing

31 Marzo 2016

 

Come calcolare l'importo degli interessi passivi dei canoni di leasing non deducibili ai fini IRAP

Gli artt. 5, 5-bis6 del D.Lgs. n. 446/1997 prevedono l’indeducibilità – in sede di calcolo della base imponibile IRAP del locatario – degli interessi impliciti, insiti nei canoni di locazione finanziaria come desumibili dal contratto sottoscritto dalle parti.

In sede di determinazione della quota-parte di canone riferibile agli interessi passivi, si ritiene applicabile il criterio forfetario (art. 1 del D.M. 24 aprile 1998) che l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto in capo alle società di capitali che non redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali (Circolari nn. 19/E/2009 e 8/E/2009). A tal proposito, la parte di canone indeducibile è determinata “sottraendo dall'ammontare del canone di competenza di ciascun periodo d’imposta compreso nel periodo di durata del contratto di locazione finanziaria l'importo che si ottiene dividendo il costo sostenuto dalla società concedente per il numero dei giorni di durata del contratto di locazione finanziaria e moltiplicando il risultato per il numero dei giorni del periodo di imposta”.

Il software consente di determinare – previo inserimento degli elementi che caratterizzano il contratto di leasing – l’ammontare degli interessi passivi indeducibili ai fini IRAP.

   

Ratei e risconti

31 Marzo 2016

Come calcolare i valori da indicare nello stato patrimoniale

Il software consente di determinare i valori economici da iscrivere nell’attivo e nel passivo dello stato patrimoniale, così da poter ripartire, quale corollario del principio di competenza, le quote di costi o di ricavi comuni a due o più esercizi in ragione del tempo. Prima di iniziare l’imputazione dei dati per il calcolo di ratei e risconti, occorre indicare la denominazione del soggetto per il quale si vogliono predisporre i conteggi e la data di chiusura dell’esercizio.

 

   

Onorari

01 Ottobre 2013

 

Come calcolare i compensi di Dottori commercialisti ed Esperti contabili

 

A poco più di due anni dalla introduzione della nuova tariffa professionale per i Dottori commercialisti e gli Esperti contabili, i professionisti hanno visto ulteriormente cambiare le norme di riferimento che affidano ora a “parametri stabiliti con decreto del Ministro vigilante”, il compito di fissare i nuovi limiti massimi tariffari “ nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale” degli onorari.

 

Il primo comma dell'art. 1 del D.M. n. 140/2012, stabilisce che “l'organo giurisdizionale che deve liquidare il compenso dei professionisti di cui ai capi che seguono (tra cui, appunto, Dottori commercialisti ed Esperti contabili) applica, in difetto di accordo tra le parti in ordine allo stesso compenso, le disposizioni del presente decreto”.

 

Ancorché si lasci libertà di trattativa alle parti, il nuovo decreto diviene, a tutti gli effetti, il punto di riferimento per i professionisti che devono elaborare onorari preventivi o, se accadesse, onorari consuntivi, ai propri clienti; nulla vieta, pertanto, che le parti possano prendere diversi accordi (scritti) attraverso i quali vengono pattuiti onorari superiori a quelli risultanti dall'applicazione dei parametri ma, sicuramente, il professionista, in tal caso, dovrà porsi l'interrogativo di come potrà agire l'organo giudicante nel caso in cui il cliente dovesse poi, a posteriori, contestare l'importo.

 

Il software, aggioranto al recente aumento dell'aliquota ordianaria IVA al 22%, consente il calcolo della liquidazione dei compensi di Dottori commercialisti ed Esperti contabili secondo i “parametri” previsti dal citato D.M. 20 luglio 2012, n. 140.

   

Analisi di bilancio per indici - Bilancio in forma abbreviata

07 Marzo 2013

Riclassificazione degli indici per il bilancio in forma abbreviata

Il software consente l’analisi delle dinamiche aziendali e l’estrazione di dati per operare approfondimenti di natura economico, reddituale e patrimoniale.

   

Cumulo giuridico delle sanzioni

07 Marzo 2013

Come calcorare le sanzioni tributarie mediante l'istituto del cumulo giuridico

Il software permente la determinazione delle sanzioni con l'applicazione del cumulo giuridico previsto dall'art. 12 del D.Lgs. 472/97 con l'adesione all'accertamento o l'acquiescenza alle sanzioni, in modo da verificare l'operato dell'Amministrazione Finanziaria negli avvisi di accertamento notificati ai contribuenti. Sono previste diverse sezioni per diversi tributi (IRPEF/IRPEG, IRAP, IVA e quattro sezioni Varie dove poter inserire la descrizione).

Normalmente negli avvisi di accertamento viene già fatto il confronto con i minimi e le sanzioni dei diversi anni per l'applicazione del favor rei e si indica quali sono i minimi edittali e le sanzioni irrogate.

Per ogni imposta occorre inserire la descrizione del tipo di sanzione (non obbligatorio ai fini dei calcoli), i minimi edittali e le sanzioni irrogate risultanti dagli avvisi di accertamento ricevuti.

In corrispondenza dei vari anni sono presenti delle caselle di controllo.

Nel primo anno ce ne sono due. La prima da attivare per l'applicazione della progressione (da 1/5 a 2) delle imposte nel caso in cui già nel primo anno ci si trovi di fronte a più violazioni commesse. Non viene calcolata la maggiorazione per il caso di più periodi, in quanto ci si trova nel primo periodo. La seconda, da attivare nel caso in cui ci si trovi di fronte alla violazione di più tributi.

Negli anni successivi ce ne sono due. Quella relativa a più tributi, che ha la stessa funzione della precedente e quella relativa a più anni. Questa ha il solo scopo di non far apparire i calcoli per gli anni successivi a quelli per cui vi è un accertamento. La maggiorazione prevista per il caso di violazioni continuate in più periodi è applicata automaticamente per gli anni successivi al primo.

È anche possibile cambiare le percentuali di maggiorazione per i casi di più periodi e per l'applicazione della progressione delle violazioni.

   

Analisi di bilancio per indici - Bilancio ordinario

19 Febbraio 2013

Riclassificazione del bilancio e analisi degli indici

Il software consente l’analisi delle dinamiche aziendali e l’estrazione di dati per operare approfondimenti di natura economico, reddituale e patrimoniale.

   

Analisi di bilancio Basilea 2

19 Febbraio 2013

Come approntare il modello di informativa sulla base delle indicazioni CNDCEC

Il software consente di predisporre una serie di prospetti elaborati sulla base delle indicazioni fornite dalla Commissione Nazionale Finanza ed Economia degli Intermediari Finanziari del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti nel documento “Il sistema delle informazioni aziendali alla luce di Basilea 2 e del nuovo diritto societario”. Il modello di informativa così approntato, si articola in tre grandi aree: l’area della struttura giuridica, l’area della struttura strategico - competitiva e l’area delle analisi economico-finanziarie.

   

Compensi del curatore fallimentare

06 Febbraio 2013

Come calcolare acconti ed importi finali

Il software, sulla scorta dei parametri fissati dal decreto del Ministero della Giustizia 25 gennaio 2012, n. 30, permette il calcolo - nella misura minima, media e massima - dei compensi (o degli acconti su quelli finali) di curatore fallimentare, commissario giudiziale e liquidatore dei beni.

Tale possibilità si estende sia all’eventuale esercizio provvisorio sia alle procedure concorsuali ancora pendenti.

   

Valutazione d’impresa con l’indice di Altman

06 Febbraio 2013

Come analizzarne la situazione finanziaria e patrimoniale

Dal nome dell’economista statunitense che nel 1968 lo elaborò analizzando con una accuratezza del 95% i dati di bilancio di 66 società (33 solide e 33 fallite), l‘indice di Altman, noto anche come Z-Score,  serve a valutare le probabilità di fallimento di una impresa ed assume una particolare importanza se impiegato dinamicamente nella analisi dei fondamentali d’impresa degli ultimi 5 anni.

I valori dello Z-Score, diversi a seconda che si tratti di grandi imprese di produzione, PMI di produzione o PMI di altri settori, indicano - anche graficamente - una situazione di:

  • buon grado di equilibrio
  • equilibrio precario
  • probabilità di fallimento.

Legenda indici
A = (attivo corrente – passivo corrente) / totale attività
B = utile non distribuito / totale attività
C = utile operativo / totale attività
D = valore di mercato del capitale / totale indebitamento
E = vendite / totale attività

Z Score originale (grandi imprese produzione)
Z = 1,2 X A + 1,4 X B + 3,3 X C + 0,6 X D + 0,99 X E
Z > 3 = buon grado di equilibrio
3 > Z > 1,8 = zona d’ombra –  equilibrio precario
Z < 1,8 = non equilibrio finanziario – probabilità di fallimento alta

Z Score (PMI produzione)
Z = 0,717 X A + 0,847 X B + 3,107 X  C + 0,42 X D + 0,998 X E
Z > 2,90 = buon grado di equilibrio
2,90 > Z > 1,23 = zona d’ombra – equilibrio precario
Z < 1,23 = non equilibrio finanziario – probabilità di fallimento 

Z Score (PMI altri settori)
Z = 6,56  X A + 3,26 X B + 6,72 X C + 1,05 X D
Z > 2,60 = buon grado di equilibrio
2,60 > Z > 1,10 = zona d’ombra – equilibrio precario
Z < 1,10 = non equilibrio finanziario – probabilità di fallimento alta

   

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