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IVA nella rivendita di auto

19 Febbraio 2013

Come ottenere i valori da indicare in fattura

Il software consente la corretta compilazione della fattura di rivendita dell’autovettura, partendo dal corrispettivo convenuto ed indicando la percentuale IVA detratta all’acquisto e l’aliquota IVA applicabile. Pochi click per inquadrare agevolmente gli scenari configurabili:

  • cessione di autoveicoli usati effettuata da soggetti che hanno diritto alla detrazione dell’IVA sugli acquisti di detti beni e dei beni e servizi ad essi connessi, ad esempio agenti e rappresentanti (operazione imponibile assoggettata ad IVA ordinaria);
  • cessione di autoveicoli relativamente ai quali la detrazione dell’imposta sull’acquisto non è stata effettuata (operazione esente ex art. 10, co. 1, n. 27-quinquies);
  • cessione di autoveicoli relativamente ai quali la deduzione dell’imposta sull’acquisto è stata effettuata parzialmente (operazione imponibile per la frazione corrispondente alla percentuale di detrazione effettuata esclusa da IVA ex art. 13, D.P.R. n. 633/1972);
  • cessione di contratto leasing di veicoli ad uso promiscuo, per i quali è prevista la possibilità di portare in detrazione solo il 40% dell’imposta relativa all’acquisto. In tal caso la base imponibile sarà ridotta al 40% (art. 13, co. 4, D.P.R. n. 633/1972; Agenzia delle Entrate, Circolare 13 marzo 2009, n. 8/E).
   

Compensi del curatore fallimentare

06 Febbraio 2013

Come calcolare acconti ed importi finali

Il software, sulla scorta dei parametri fissati dal decreto del Ministero della Giustizia 25 gennaio 2012, n. 30, permette il calcolo - nella misura minima, media e massima - dei compensi (o degli acconti su quelli finali) di curatore fallimentare, commissario giudiziale e liquidatore dei beni.

Tale possibilità si estende sia all’eventuale esercizio provvisorio sia alle procedure concorsuali ancora pendenti.

   

Valutazione d’impresa con l’indice di Altman

06 Febbraio 2013

Come analizzarne la situazione finanziaria e patrimoniale

Dal nome dell’economista statunitense che nel 1968 lo elaborò analizzando con una accuratezza del 95% i dati di bilancio di 66 società (33 solide e 33 fallite), l‘indice di Altman, noto anche come Z-Score,  serve a valutare le probabilità di fallimento di una impresa ed assume una particolare importanza se impiegato dinamicamente nella analisi dei fondamentali d’impresa degli ultimi 5 anni.

I valori dello Z-Score, diversi a seconda che si tratti di grandi imprese di produzione, PMI di produzione o PMI di altri settori, indicano - anche graficamente - una situazione di:

  • buon grado di equilibrio
  • equilibrio precario
  • probabilità di fallimento.

Legenda indici
A = (attivo corrente – passivo corrente) / totale attività
B = utile non distribuito / totale attività
C = utile operativo / totale attività
D = valore di mercato del capitale / totale indebitamento
E = vendite / totale attività

Z Score originale (grandi imprese produzione)
Z = 1,2 X A + 1,4 X B + 3,3 X C + 0,6 X D + 0,99 X E
Z > 3 = buon grado di equilibrio
3 > Z > 1,8 = zona d’ombra –  equilibrio precario
Z < 1,8 = non equilibrio finanziario – probabilità di fallimento alta

Z Score (PMI produzione)
Z = 0,717 X A + 0,847 X B + 3,107 X  C + 0,42 X D + 0,998 X E
Z > 2,90 = buon grado di equilibrio
2,90 > Z > 1,23 = zona d’ombra – equilibrio precario
Z < 1,23 = non equilibrio finanziario – probabilità di fallimento 

Z Score (PMI altri settori)
Z = 6,56  X A + 3,26 X B + 6,72 X C + 1,05 X D
Z > 2,60 = buon grado di equilibrio
2,60 > Z > 1,10 = zona d’ombra – equilibrio precario
Z < 1,10 = non equilibrio finanziario – probabilità di fallimento alta

   

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