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CNA: dazi USA, a pagare le conseguenze sono le PMI

L’impatto dei nuovi dazi americani avrà conseguenze pesanti per le PMI italiane. A confermarlo è un’indagine svolta dal Centro Studi della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA).

 

“Gli esiti di una nuova stagione protezionistica – si legge nel documento - potrebbero avere esiti disastrosi a livello mondiale e penalizzare in particolar modo le economie export-led. Tra queste, figura senza dubbio l’Italia tornata a crescere negli ultimi anni anche grazie al traino delle vendite realizzate al di là dell’Atlantico. Gli USA rappresentano infatti il terzo mercato di sbocco per le nostre esportazioni, aumentate negli ultimi anni a ritmi impressionanti: +77,4% tra il 2011 e il 2017. Inoltre, l’avanzo commerciale italiano realizzato negli Stati Uniti supera i 25 miliardi di euro, più della metà di quello complessivo”.

 

E, come anticipato, a pagarne le spese sarebbero direttamente le PMI. “Le PMI italiane – spiegano dalla CNA - pagherebbero un prezzo particolarmente alto per l’inasprirsi delle tensioni attuali. Le nostre esportazioni sono composte per il 99,1% da produzioni manifatturiere, realizzate in buona parte proprio da imprese di dimensioni ridotte. Il contributo delle PMI alle esportazioni supera abbondantemente i cinquanta punti percentuali non solo nei settori tradizionali del Made in Italy (alimentare, abbigliamento e mobili) ma anche in quelli a più alto contenuto tecnologico e valore aggiunto (metallurgia, meccanica, gomma plastica ed elettronica)”.

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