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Confedilizia: cedolare secca anche per gli affitti commerciali

"La cedolare secca sugli affitti abitativi da parte di persone fisiche ha pienamente centrato uno degli obiettivi che si prefiggeva, quello di ridurre l'evasione fiscale. In pochi anni si è quasi dimezzata sia l'entità delle somme sottratte al Fisco sia la propensione all'inadempimento, recuperandosi circa un miliardo di euro. Questi dati dovrebbero finalmente convincere Parlamento e Governo ad estendere la tassazione sostitutiva agli affitti non abitativi, a partire da quelli di negozi e uffici. Adesso, davvero, non ci sono più scuse".

 

Con queste parole il Presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha sottolineato i buoni risultati ottenuti a seguito dell’introduzione della cedolare secca sugli affitti abitativi. Il regime facoltativo in notizia che, si ricorderà, si sostanzia nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali (per la parte derivante dal reddito dell’immobile), ha, infatti, fatto registrare una diminuzione dell’evasione tributaria del 42% e un abbassamento del 40% della propensione all’inadempimento.

 

In forza del dato numerico di segno positivo nella lotta all’evasione, è la tesi di Confedilizia, vi sarebbero gli spazi per un’estensione della tassazione sostitutiva anche agli affitti non abitativi, facendo riferimento soprattutto a negozi e uffici.

 

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