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Consolidato, pubblicato il Decreto di revisione

Il Decreto 1° marzo 2018, pubblicato lo scorso 9 marzo nella Gazzetta Ufficiale n. 57, contiene la nuova disciplina attuativa del regime opzionale di tassazione del consolidato nazionale (artt. da 117 a 128 T.U.I.R.), che va a sostituire la precedente recata dal D.M. 9 giugno 2004. 

 

La revisione si è resa necessaria in seguito alle modifiche apportate al regime del consolidato dall’art. 7-quater, comma 27, lettere c), d) ed e), del D.L. n. 193/2016 che ha previsto che l’opzione, al termine del triennio di validità, si intende tacitamente rinnovata per un altro triennio, a meno che non sia espressamente revocata secondo le modalità e i termini previsti per la comunicazione dell’opzione contenute nel nuovo Decreto. In particolare, secondo le disposizioni in commento, l'esercizio congiunto dell'opzione per la tassazione  di  gruppo “deve essere comunicato dalla società controllante all'Agenzia  delle  entrate con la dichiarazione dei redditi presentata nel periodo d'imposta a decorrere dal quale si intende esercitare l'opzione e deve  contenere la denominazione o ragione sociale e il codice fiscale delle società che esercitano l'opzione,  la  qualità di controllante ovvero di controllata, l'individuazione delle società che hanno  eventualmente effettuato il versamento d'acconto  in  modo  separato,  il  criterio utilizzato per l'eventuale attribuzione delle perdite residue in caso di interruzione anticipata della tassazione di gruppo,  o  di  revoca dell'opzione”.

 

All’interno del nuovo Decreto è contenuta anche una norma di interpretazione autentica dell’art. 9, comma 4, lett. b) del D.M. 28 novembre 2017 in materia di Patent box. Si tratta della disposizione diretta ad equiparare le modalità di calcolo del nexus ratio dei soggetti perfettamente integrati all’interno del consolidato nazionale (che detengono esclusivamente partecipazioni totalitarie) a quello dei soggetti non legati da rapporti partecipativi che svolgono attività di ricerca e sviluppo preordinata alla realizzazione e all’utilizzo dei beni immateriali indicati nell'art. 1, comma 39 della citata Legge n. 190/2014. In sostanza, si equipara, ai fini del Patent box, il trattamento tributario tra più soggetti giuridici che, di fatto, costituiscono un unico soggetto economico e fiscale e l’unico soggetto giuridico che svolge l’attività di R&S sottesa al riconoscimento del beneficio.

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