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Il locale in più, anche se non è abitabile, fa decadere dal beneficio prima casa

L’agevolazione prima casa? Sfuma, se il contribuente acquista un immobile che supera i 240 mq. solo perché c’è un ambiente in più, non abitabile in quanto costruito con i soffitti troppo bassi. Parola della Corte di Cassazione che, con la sentenza depositata ieri, 13 giugno 2018 n. 15472, ha ribadito che il criterio principe sul quale valutare la spettanza dell’agevolazione è il principio dell’utilizzabilità degli ambienti e non la loro abitabilità.

 

Nel caso in esame, un contribuente aveva acquistato un immobile chiedendo l’agevolazione nonostante la superficie complessiva sforasse il limite dei 240 mq., conteggiando anche lo spazio da lui destinato a locale stenditoio, con il soffitto troppo basso per essere abitabile.

 

A detta degli Ermellini della Sezione Tributaria Civile, per stabilire se un’abitazione sia o meno di lusso bisogna escludere dal computo della superficie dell’immobile soltanto quei locali indicati nell’art. 6 del D.M. 2 agosto 1969; il criterio base per osservare se una casa sia o meno di lusso è la “superficie utile complessiva”, di cui all’art. 6 dello stesso Decreto, in forza della quale è irrilevante il requisito dell’abitabilità dell’immobile, poiché da esso non richiamato. È invece valutata l’utilizzabilità degli ambienti, a prescindere dalla loro effettiva abitabilità. Quest’ultimo è il parametro idoneo ad esprimere il carattere lussuoso di un immobile. 

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