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Il Senato approva: il Decreto Dignità è legge

Palazzo Madama ha dato l’ok definitivo: il Decreto Dignità (D.L.12 luglio 2018 n. 87/2018) è legge. Il testo, recante Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”, ha ricevuto 155 voti favorevoli, e in commissione non ha subito correzioni rispetto alla versione licenziata da Montecitorio lo scorso 2 agosto (durante il passaggio alla Camera, erano stati apportati alcuni correttivi al testo già pubblicato in Gazzetta Ufficiale). Durante il passaggio al Senato, sono stati presentati circa 700 emendamenti, tutti delle opposizioni, ma nessuno è stato approvato.

Come noto, il provvedimento è stato fortemente voluto dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, e prevede alcune misure fiscali che così si possono riassumere:

 

Split payment

I professionisti vengono esclusi dall’applicazione della scissione dei pagamenti. Viene infatti disposta l’inapplicabilità dello split payment alle prestazioni di servizi i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta o di acconto.

 

Iper ammortamento

La disciplina dell’iper ammortamento, introdotta dalla Legge di Stabilità per il 2017, viene modificata dal Decreto Dignità. In particolare, viene specificato che la maggiorazione del 150% del costo di acquisizione di beni materiali strumentali nuovi venga concessa a condizione che i beni siano destinati a strutture produttive situate in Italia; inoltre, il Decreto specifica che se, nel corso del periodo di fruizione dell’agevolazione, i beni vengono ceduti a titolo oneroso (o vengono destinati a strutture produttive) all’estero, l’iper ammortamento cesserà e si procederà al suo recupero. Non si procederà al recupero dell’iper ammortamento qualora i beni agevolati siano per loro stessa natura destinati all’utilizzo in più sedi produttive.

 

Redditometro

Viene abrogato il D.M. 16 settembre 2015 (“Accertamento sintetico del reddito complessivo delle persone fisiche, per gli anni d'imposta a decorrere dal 2011”), specificando che le sue disposizioni non hanno più efficacia per gli anni di imposta successivi al 2015. Il D.M. abrogato sarà sostituito da un nuovo decreto che individuerà gli elementi indicativi di capacità contributiva.

 

Spesometro

La disciplina della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute, alla quale sono tenuti i soggetti passivi IVA viene modificata in più punti. In particolare, viene disposto che la comunicazione dei dati relativi al terzo trimestre 2018 deve essere effettuata entro il 28 febbraio 2019; i termini di invio saranno fissati al 30 settembre per il primo semestre e al 28 febbraio per il secondo semestre in caso di opzione per la trasmissione con cadenza semestrale; l’esonero dall’invio dello spesometro, a partire dal 1° gennaio 2018, viene esteso a tutti i produttori agricoli di limitate dimensioni assoggettati al regime speciale, mentre in precedenza l’esonero riguardava i soli produttori in zone montane; sono inoltre sono esonerati dall’obbligo di annotazione delle fatture nei registri IVA i contribuenti assoggettati alle disposizioni in materia di fatturazione elettronica, obbligati alla comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute.

 

Prelievo erariale unico

Una modifica apportata dal D.L. concerne anche l’aumento del Preu, il Prelievo erariale unico, previsto per gli apparecchi idonei per il gioco lecito. In particolare, la misura del prelievo viene rimodulata in base a nuove aliquote.

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