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Impresa sociale, al via i ritocchi

Impresa sociale, al via la riforma della riforma. Il nuovo Governo ha approvato ieri la bozza di un decreto legislativo che, in attuazione della legge di riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale (L. 6 giugno 2016, n. 106), introduce disposizioni integrative e correttive al D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 112, relativo alla revisione della disciplina in materia di impresa sociale.

 

In particolare, lo schema di decreto interviene sull’utilizzazione dei lavoratori molto svantaggiati e dei volontari, sull’adeguamento degli statuti delle imprese sociali e sulle misure fiscali e di sostegno economico. In relazione a queste ultime, nella nota uscita ieri da Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei Ministri, è indicata “la previsione della non imponibilità delle somme destinate al versamento del contributo per l’attività ispettiva e delle somme destinate a riserva e, al contempo, della imponibilità di qualsiasi distribuzione di utili ai soci, anche qualora ciò avvenga sotto forma di aumento gratuito del capitale nei limiti delle variazioni ISTAT”. “Si introducono altresì – è aggiunto nella nota - modificazioni alla disciplina degli investimenti nel capitale delle imprese sociali, per precisare che gli investimenti agevolabili devono essere eseguiti dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 112, e che la qualifica di impresa sociale deve essere acquisita da non più di cinque anni. In questo modo, la disciplina viene allineata a quanto previsto dalla normativa sulle start-up innovative (art. 25 del D.L. n. 179/2012), già approvata da parte della Commissione Europea”.

 

La bozza di decreto, inoltre, estende da 12 a 18 mesi il periodo concesso alle imprese sociali già costituite per adeguarsi alla nuova disciplina.

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