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IVA, ok agli interpelli relativi al gruppo ancora da costituire

Via libera agli interpelli volti a chiarire se un soggetto passivo possa o meno far parte di un Gruppo IVA prima ancora che il Gruppo sia costituito. La conferma arriva dalla Risoluzione n. 54/E diramata ieri dalle Entrate per far luce sulle modalità di presentazione delle istanze di interpello di cui all’art. 70-ter, commi 5 e 6, del D.P.R. n. 633/1972, finalizzate alla esclusione o alla inclusione di soggetti passivi d’imposta in un Gruppo IVA. Nello specifico, si tratta delle istanze poste all’Amministrazione finanziaria per dimostrare la insussistenza del vincolo economico o di quello organizzativo tra soggetti passivi d’imposta presunto in presenza di quello finanziario, o per dimostrare la ricorrenza di quello economico presunto insussistente per i soggetti per i quali il vincolo finanziario è stabilito in dipendenza di operazioni di conversione di crediti in partecipazioni, contemplate dall'art. 113, comma 1, del T.U.I.R. 

 

“Si ritiene - si legge nella nuova Risoluzione - che il previo esercizio dell’opzione per la costituzione del Gruppo IVA non costituisca condizione per la valida presentazione degli interpelli. La inammissibilità di istanze antecedenti la formazione di un soggetto passivo d’imposta unico, come evidenziato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze, con Nota del 14 giugno 2018, determinerebbe, infatti, la inclusione nel Gruppo IVA di soggetti passivi privi dei requisiti già al momento della opzione, così come la esclusione di entità in possesso degli stessi alla data della dichiarazione di costituzione”.

 

Possono presentare l’istanza di interpello sia il soggetto passivo d’imposta rispetto al quale si voglia dimostrare la insussistenza del vincolo economico o di quello organizzativo o la sussistenza di quello economico, sia il rappresentante del Gruppo IVA costituendo o costituito. Per la regolare presentazione è, però, necessario che entrambi questi soggetti sottoscrivano l’istanza. “La duplice sottoscrizione – spiegano dalle Entrate - è funzionale alla rappresentazione complessiva della rete dei soggetti passivi interessati alla formazione di un Gruppo IVA, che solo il rappresentante può fornire. Al riguardo è opportuno evidenziare che i vincoli cui è subordinata la possibilità di considerare più persone, giuridicamente indipendenti, alla stregua di un unico soggetto passivo d’imposta, vanno accertati in una dimensione olistica e che la prova della loro sussistenza o insussistenza non può essere raggiunta avendo riguardo unicamente alla situazione dei singoli componenti di un gruppo.”

 

In ogni caso la presentazione dell’istanza di interpello da parte del futuro rappresentante non obbliga quest’ultimo all’esercizio dell’opzione di costituzione del Gruppo IVA.

 

L’stanza, infine, può anche essere “cumulativa”, ovvero riguardante l’espunzione di più soggetti passivi d’imposta da uno stesso Gruppo IVA o l’inclusione nel medesimo. “Le istanze ad oggetto plurimo – conclude la Risoluzione - dovranno essere sottoscritte, oltre che dal rappresentante del Gruppo IVA costituendo o costituito, da ciascuno dei membri rispetto ai quali voglia fornirsi prova contraria alla operatività delle presunzioni di cui ai commi 4 e 6 dell’art. 70-ter del Decreto IVA.”.

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