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Lettera di vettura internazionale falsa? È reato

Anche l’emissione di una “lettera di vettura internazionale falsa è reato. È quanto affermato dalla Corte di Cassazione, III Sezione Penale, con la sentenza del 2 marzo 2018, n. 9453. I Giudici della Suprema Corte hanno asserito che il documento di trasporto internazionale denominato CMR (lettera di vettura internazionale) rientra nell’elenco di quegli “altri documenti” ex art. 1, lett. a) del D.Lgs. n. 74/2000: la sua emissione per operazioni inesistenti integra, dunque, senza alcun dubbio il reato di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, ex art. 8 del D.Lgs. n. 74/2000.

 

La Suprema Corte ha argomentato che la fattura è un documento fiscale in cui si ravvisa una dichiarazione di scienza intesa ad attestare le cessioni di beni e le prestazioni di servizi, di regola soggette ad imposta; le fatture devono essere emesse per ogni operazioni imponibile ed in presenza di operazioni non imponibili o esenti e per quelle comunitarie. «Il criterio di equiparazione degli altri documenti alla fattura è stato individuato nella natura funzionale di tali documenti che, in base a disposizioni tributarie, consente di equipararli alla fattura laddove possano sostituirla, integrarla o ampliarne la funzione. […] Risulta evidente anche la rilevanza fiscale dei documenti di trasporto, in quanto l’art. 21 comma 4 D.P.R. n. 633/1972 menziona specificamente il documento di trasporto nel novero documenti aventi, ai fini fiscali, valore probatorio analogo alle fatture».

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