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No alla contestazione dell’accertamento se non è stata prima impugnata la negazione del beneficio

L’avviso di accertamento non può essere contestato dalla società che non ha impugnato il provvedimento che negava l’esenzione, perché la mancata fruizione del beneficio fiscale va subito portata di fronte al giudice tributario. Questo il principio espresso dalla Corte di Cassazione con la sentenza del 5 luglio 2018 n. 17631, con la quale i Giudici del Palazzaccio hanno accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.

 

«Dalla comunanza dei presupposti di fatto sussistente tra il contenzioso attinente all’accertamento del diritto all’esenzione ILOR e all’agevolazione IRPEG […] e quello riguardante l’accertamento dei redditi connesso al diniego da parte dell’ufficio tributario della spettanza dell’esenzione e dell’agevolazione in parola, discende un nesso di consequenzialità fra l’uno e l’altro di tali contenziosi, in virtù del quale, nel caso di autonoma e distinta instaurazione delle relative controversie dinanzi al medesimo organo giudicante, si rende inevitabile che la contestuale decisione intervenuta sul primo dei suddetti contenziosi si rifletta sulla pronuncia afferente al secondo: il che impone al giudice chiamato a statuire su quest’ultimo di prendere atto della decisione intervenuta nella prima controversia». E, poiché era certo che nella specie il diniego non era stato impugnato, se ne deduceva che era precluso alla società far valere l’esenzione impugnando l’atto impositivo di recupero delle imposte.

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