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Reati tributari e confisca, niente ricorso al codice antimafia per la banca

 

Con la sentenza dell’8 marzo 2018 n. 10557, la Corte di Cassazione ha illustrato le procedure che la banca deve osservare in caso di confisca di prevenzione: quale procedura deve essere seguita dal titolare di un diritto reale di garanzia sorto in epoca precedente al sequestro preventivo?

 

I Giudici di legittimità della IV Sezione Penale hanno premesso che «in tema di sequestro preventivo, l’esistenza di ipoteche sui beni o di altre forme di garanzia non esclude l'assoggettabilità a sequestro dei beni medesimi, trovando il diritto di sequela del creditore ipotecario o pignoratizio soddisfazione solo nella successiva fase processuale, relativa alla confisca ed alla esecuzione della stessa».

 

Con la pronuncia di ieri, gli Ermellini hanno respinto il ricorso dell’Agenzia del Demanio, confermando il giudizio di Appello con il quale era stata dichiarata l’inefficacia della confisca per equivalente nei confronti di una banca, creditore in buona fede che aveva concesso un mutuo ad una società il cui rappresentante legale era però imputato per omesso versamento IVA.

 

L’Agenzia del Demanio pretendeva che venisse applicato il codice Antimafia (D.Lgs. n. 159/2011); secondo la Cassazione, invece, tale pretesa non aveva fondamento: «correttamente il Tribunale […] ha individuato le peculiarità che distinguono i due tipi di confisca, tra l’altro evidenziando – argomento testuale – che l’art. 1, comma 190 della Legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Legge di Stabilità 2013) ha esteso le disposizioni in materia di amministrazione e destinazione dei beni sequestri e confiscati di cui al D.Lgs. n. 159/2011 ai casi previsti dall’art. 12-sexies del D.L. n. 306/1992 e ai procedimenti di cui all’art. 51, comma 3-bis, cod.proc.pen., attesa la gravità e l’insidiosità dei reati ivi contemplati, ma non già anche alla confisca, per così dire, “ordinaria” o codicistica, ed altresì escludendo che ricorra disparità di trattamento ingiustificata tra situazioni soggettive, al riguardo adeguatamente illustrando le plurime diversità tra gli istituti in questione».

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