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Sismabonus anche per gli edifici locati

 

Il Sismabonus è riconosciuto anche se l’immobile agevolato viene dato in locazione. La conferma arriva dall’Agenzia delle Entrate che, tramite la Risoluzione n. 22/E pubblicata ieri sera, ha fornito nuovi chiarimenti in merito alla detrazione del 50%, riconosciuta dal comma 1-bis dell'art. 16 del D.L. n. 63/2013, a favore dei soggetti IRPEF e IRES, per le spese sostenute dal 1º gennaio 2017 al 31 dicembre 2021 per l’adozione di misure antisismiche su edifici che siano situati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) o a minor rischio (zona sismica 3) individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003. 

 

Il caso preso in analisi dalla nuova prassi riguarda una società intenzionata a ristrutturare un immobile, usufruendo dell’agevolazione in commento, per poi darlo in locazione. Da qui il dubbio posto alle Entrate: gli interventi di adeguamento antisismico che intende porre in essere sul proprio immobile possono beneficiare del sismabonus anche se le unità immobiliari risultanti dalla ristrutturazione saranno destinate alla locazione abitativa e commerciale e non all'utilizzo diretto ai fini produttivi da parte della Società?

 

Per le Entrate, la locazione non comporta limiti alla fruizione. Premesso che “l'ambito applicativo dell’agevolazione sia da intendersi in senso ampio, atteso che la norma intende favorire la messa in sicurezza degli edifici per garantire l’integrità delle persone prima ancora che del patrimonio”, per l’Agenzia  “il "Sismabonus" può essere riconosciuto anche per gli interventi riguardanti immobili posseduti da società non utilizzati direttamente ma destinati alla locazione”.

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