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Transazione ante riforma, il proponente può applicare la falcidia previo pagamento di ritenute ed IVA

 

«Nel concordato preventivo con transazione fiscale ai sensi dell’art. 182-ter  della Legge Fallimentare – nel testo vigente prima della novella introdotta dall’art. 1, comma 81, della Legge 11 dicembre 2016 n. 232 – il proponente, fermo restando l’obbligo del pagamento integrale dell’IVA e delle ritenute non versate, ricorrendo i presupposti dell’art. 160, secondo comma, della Legge Fallimentare, può inserire i restanti crediti in classi diverse, applicando una falcidia anche a quelli muniti di privilegio di grado anteriore ai suddetti tributi». Questo il principio di diritto affermato dai Giudici della Corte di Cassazione con l’ordinanza depositata ieri, 12 marzo 2018, n. 5906.

 

Gli Ermellini della I Sezione Civile del Palazzaccio hanno accolto il ricorso di una S.r.l. in liquidazione. La sentenza di merito è stata giudicata errata; ciò perché il testo precedente alla riforma non impone di assicurare l’integrale pagamento di tutti i crediti di privilegio anteriore rispetto all’IVA ed alle ritenute non versate. Correttamente, nella vicenda in esame, la proposta di concordato prevedeva – in ossequio all’art. 182-ter della Legge Fallimentare – il pagamento integrale del credito da ritenute fiscali non versate, mentre risultavano falciati alcuni crediti di rango privilegiato mobiliare generale di grado anteriore (come quelli previdenziali). Va da sé che la sentenza di Appello che ha ritenuto questa proposta inammissibile sia stata cassata.

 

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