Bussola

Distributore di carburante

28 Giugno 2018 | ,

Sommario

Inquadramento | Costruzione di nuovo impianto di distribuzione | Gestione di un impianto | Circolazione degli oli minerali e degli oli lubrificanti | Cali ed eccedenze di giacenza | Verifica periodica dei misuratori | Fondo indennizzi – D.M. attività produttive, 3 agosto 2003 | Informativa sui prezzi carburanti | Regimi contabili – ordinario e semplificato | IVA | Deduzione forfetaria per distributori di carburanti | Fattura per acquisto carburanti | Riferimenti |

 

L’esercizio di un impianto di distribuzione di carburanti è considerato dai tecnici del settore uno dei settori più ostici in quanto ad adempimenti ed obblighi, anche alla luce del fatto che molto spesso all’attività principale sono connesse altre attività secondarie, quali, meramente a titolo esemplificativo, bar, shop, autolavaggio, autofficina, rivendita di tabacchi, giornali e riviste, gratta e vinci, videopoker, ricariche telefoniche ecc…; ciò comporta una serie di adempimenti burocratici e di differenti regimi fiscali. Lo scenario Italiano mostra diverse tipologie di impianti di distribuzione di carburanti: Impianti di marca, cioè impianti che espongono il marchio di una specifica casa petrolifera; Impianti “no logo”, cioè quelli che non espongono alcun marchio; Tra questi inoltre possiamo individuare diverse modalità di gestione dell’impianto stesso: Impianti cd. “self-service”, caratterizzati dalla presenza del gestore in gran parte della giornata e dalla sua assenza soltanto in determinate ore della giornata o in orari notturni; Impianti cd. “ghost”, ove il gestore è totalmente assente e l’impianto è 24h24 in modalità self-service; Impianti GDO, cioè quegli impianti gestiti direttamente dalla Grande Distribuzione Organizzata (grandi catene di supermercati).

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