Rassegna stampa

La presenza di branch pesa nella scelta per il gruppo IVA

12 Luglio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Alessandro Germani, pag. 24

Con il D.M. Economica dello scorso 6 aprile, sono state fissate le regole di ingaggio del Gruppo IVA. È stato disposto che per il primo anno, cioè il 2019, l’opzione possa essere esercitata entro il 15 novembre anziché il 30 settembre. Ciò consente di avere più tempo per ponderare l’ingresso. La Risoluzione 54/E ha chiarito che l’interpello per l’inclusione o l’esclusione di un soggetto può essere presentato anche prima della costituzione del Gruppo IVA. Nei grandi gruppi finanziari non è infrequente imbattersi in strutture societarie che, sempre più alla ricerca di semplificazione e snellezza, si caratterizzano per la massiccia presenza di branch. In assenza del gruppo Iva le prestazioni fra la madre e la branch (e tra branch sorelle) non rilevano attesa l’unitarietà soggettiva. Ciò non vale più, invece, quando s’innesta il gruppo IVA, in quanto l’unitarietà viene meno e le prestazioni vanno assoggettate a IVA. 

GdF: per i controlli serve l’accesso all’anagrafe dei conti

12 Luglio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, M. Mo.¸pag. 24

Permettere alla Guardia di Finanza di accedere alle informazioni sui conti finanziari detenuti all’estero dalla popolazione residente, nonché ai dati dei conti correnti intrattenuti presso gli intermediari finanziari nazionali: è questo l’auspicio del comandante generale Giorgio Toschi, espresso nel corso dell’audizione in commissione Finanze alla Camera. Secondo Toschi, «Si tratta di dati e notizie che potrebbero formare oggetto di investigazioni, anche con i poteri di polizia giudiziaria, e rivelare l’esistenza di frodi fiscali se non addirittura di altre gravi forme di illegalità quali, ad esempio, la costituzione di provviste all’estero da impiegare per dazioni corruttive». Si tratta di un prezioso patrimonio conoscitivo che proviene dallo scambio automatico obbligatorio di informazioni fiscali.

Resta stabile all’8% l’interesse di mora da applicare ai ritardati pagamenti

12 Luglio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Luca De Stefani, pag. 25

Nella Gazzetta Ufficiale di ieri è stato pubblicato il comunicato del MEF che conferma, anche per il secondo semestre 2018, la percentuale degli interessi di mora da applicare ai ritardati pagamenti. Il tasso di riferimento viene confermato allo 0%, al quale vanno aggiunti 8 punti percentuali per determinare il tasso annuale di mora da applicare per i ritardi, nel periodo che va dal 1° luglio 2018 al 31 dicembre 2018, in base al D.Lgs. n. 231/2002. Questo tasso è su base annuale e, al netto del consueto 8% fisso, era dello 0,05% fino al 30 giugno 2016. Successivamente è stato ridotto allo 0% dal 1° luglio 2016, cioè da quando è stata recepita la riduzione dallo 0,05% allo 0% del tasso di rifinanziamento della Bce (main refinancing operations), decisa il 16 marzo 2016.

Margine IVA per tutti i gioielli

12 Luglio 2018

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Franco Ricca, pag. 36

Secondo quanto chiarito dalla Corte di giustizia Ue nella sentenza 11 luglio 2018, C-154/17, il regime Iva del margine per le cessioni di beni d'occasione è applicabile anche agli oggetti preziosi quali collane, anelli, bracciali, ecc., se ancora idonei alla funzionalità originaria, mentre non è applicabile agli oggetti che hanno perduto tale funzionalità e sono scambiati sostanzialmente come metalli preziosi o pietre preziose. La pronuncia è stata emessa in risposta alla domanda pregiudiziale della Corte suprema lettone, concernente l'interpretazione dell'art. 311 della direttiva IVA sul regime speciale del margine per le cessioni di «beni d'occasione», definiti dalla norma come «beni mobili materiali suscettibili di reimpiego, nello stato originario o previa riparazione, diversi dagli oggetti d'arte, d'antiquariato o da collezione e non costituiti da metalli preziosi o pietre preziose come definiti dagli stati membri».

Movimenti bancari a rischio

12 Luglio 2018

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Luciano De Angelis, pag. 37

La Banca d'Italia ha pubblicato ieri le «Istruzioni in materia di comunicazioni oggettive», sottoposto per trenta giorni a pubblica consultazione. Il nuovo documento prevede che i prelievi e i versamenti effettuati in banca per importi pari o superiori a 10 mila euro, anche cumulativamente nell'arco di un mese, costituiranno la base per una «comunicazione oggettiva» che gli istituti di credito e altri specifici soggetti dovranno effettuare all'Uif. Tali comunicazioni, di norma, non costituiranno, salvo ipotesi particolari, operazioni che determinano l'obbligo di effettuare segnalazioni di operazioni sospetta. Il patrimonio informativo derivante dalle comunicazioni oggettive costituirà, infatti, solo una base dati ampia, omogenea e sistematica, utile alla Uif per arricchire le analisi delle segnalazioni di operazioni sospette e per approfondire fenomeni a rischio.

La Guardia di finanza vuole avere accesso alle informazioni sui conti finanziari esteri

12 Luglio 2018

Italia Oggi – Imposte e Tasse, Michele Damiani, pag. 37

Il Comandante generale della Guardia di finanza, generale Giorgio Toschi, intervenuto ieri in audizione alla Commissione Finanze della Camera, si augura che venga data alla Guardia di finanza la possibilità di accedere alle informazioni relative ai conti finanziari esteri. «Si tratta di dati e notizie», ha detto il Comandante Toschi, «che potrebbero formare oggetto di investigazioni, anche con i poteri di polizia giudiziaria e rivelare l'esistenza di frodi fiscali se non addirittura di altre gravi forme di illegalità quali, ad esempio, la costituzione di provviste all'estero da impiegare per dazioni corruttive». «Perciò auspico», ha sottolineato nell'audizione», che la Guardia di finanza possa accedere, al più presto, al prezioso patrimonio conoscitivo che proviene dallo scambio automatico obbligatorio di informazioni fiscali, comprese quelle relative alla rendicontazione paese per paese previste per i gruppi multinazionali.

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