Rassegna stampa

Redditometro «out» dal 2016

09 Luglio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Antonio Iorio, pag. 15

Il Decreto Dignità cambia le cose anche per la determinazione sintetica del reddito complessivo del contribuente, il cosiddetto redditometro. Infatti, tale determinazione effettuata dal Fisco, basata sul contenuto induttivo di elementi indicativi di capacità contributiva, viene di fatto sospesa dal 2016 in poi fino a quando non verrà emanato un nuovo provvedimento secondo le nuove regole previste dal Decreto Dignità. Tuttavia, però, si tratta di una modifica che incide marginalmente sull’operato dell’Agenzia: infatti, le nuove disposizioni non comportano cambiamenti concreti perché, da ormai qualche anno, di fatto questi controlli non risultano più svolti dall’Agenzia delle Entrate.

E-fattura obbligatoria solo per i soggetti stabiliti in Italia

09 Luglio 2018

Italia Oggi – Fisco, Franco Ricca, pag. 7

L'interpretazione «correttiva» che la Circolare n. 13/E del 2 luglio 2018 dell'Agenzia delle entrate ha fornito in materia di fatturazione elettronica per comporre il contrasto tra la legge e l'autorizzazione del Consiglio Ue, prevede che l'obbligo della e-fattura riguarda soltanto i soggetti passivi «stabiliti» in Italia, ossia le imprese e i lavoratori autonomi che hanno nel territorio nazionale la sede dell'attività o una stabile organizzazione, ma non quelli che vi sono semplicemente identificati solamente per adempiere agli obblighi ed esercitare i diritti in materia di Iva. In merito al perimetro soggettivo della fatturazione elettronica obbligatoria, su queste pagine era stata subito evidenziata la discordanza tra la legge nazionale e la decisione di autorizzazione del Consiglio Ue (per esempio, su ItaliaOggi Sette del 3 aprile 2018, quando erano stati resi noti i contenuti della decisione non ancora formalizzata). 

Holding, separazione legittima

09 Luglio 2018

Italia Oggi – Fisco, Vincenzo Cristiano - Davide Albonico, pag. 9

Secondo quanto indicato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 8893 del 23 ottobre 2017, depositata l'11 aprile 2018, un'operazione non può essere considerata elusiva se, sostenuta da valide ragioni economiche, non è diretta a ottenere una riduzione di imposta altrimenti indebita. Pertanto, in assenza di ulteriori elementi probatori, non può essere contestata dall'amministrazione finanziaria la volontà di separare, all'interno di un gruppo, l'attività finanziaria e di holding da quella industriale e produttiva. La pronuncia ha definitivamente annullato gli avvisi di accertamento con i quali l'Agenzia delle entrate aveva contestato l'elusività di una complessa operazione di riorganizzazione societaria che ha interessato un gruppo operante nel settore oil & gas.

La deduzione segue il fallimento

09 Luglio 2018

Italia Oggi – Fisco, Sandro Cerato, pag. 11

Dalla lettura della Circolare Assonime n. 15/2018 dedicata come ogni anno al modello Redditi per le società di capitali emerge che il fallimento di un cliente intervenuto successivamente alla data di chiusura dell'esercizio, ma prima dell'approvazione del bilancio, non legittima la deduzione della perdita su crediti nel periodo d'imposta cui si riferisce il bilancio bensì nell'esercizio successivo, poiché lo stanziamento richiesto dai principi contabili costituisce pur sempre un fenomeno valutativo. La Circolare affronta le dibattute questioni in merito alla rilevanza fiscale, per effetto della derivazione rafforzata, dei fatti intervenuti successivamente alla chiusura dell'esercizio, ma prima dell'approvazione del bilancio, per i quali il documento OIC 29 obbliga la rilevazione già nel bilancio chiuso al 31 dicembre.

La Corte limita gli effetti penali delle presunzioni tributarie

09 Luglio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Laura Ambrosi - Antonio Iorio, pag. 14

La posizione della giurisprudenza di legittimità in merito all’utilizzo delle presunzioni fiscali in ambito penale (tra le ultime, le sentenze nn. 26274, 23182 e 22002 del 2018) è chiara: le contestazioni basate su presunzioni tributarie possono essere rilevanti ai fini penali solo per l’eventuale sequestro ma non per la successiva condanna. Negli accertamenti tributari gran parte delle rettifiche sono fondate su presunzioni: si pensi agli accertamenti bancari, agli accertamenti induttivi sulle medie di ricarico riscontrate in sede di verifica, alle contestazioni IVA in presenza di fatture soggettivamente inesistenti per assenza di buona fede da parte dell’acquirente. Sono casi in cui la pretesa erariale non deriva da prove concrete di evasione, ma da presunzioni legali e talvolta anche prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza. 

Professionisti e split payment: la ritenuta detta il perimetro

09 Luglio 2018

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Benedetto Santacroce, pag. 15

Dall’entrata in vigore del Dl “Dignità”, i professionisti fornitori di PA e società sottoposte al meccanismo dello split payment non saranno più obbligati ad emettere fattura in regime di scissione dei pagamenti. Infatti, l’art. 14 del Decreto Legge, prevede che: «Le disposizioni di cui all’art. 17-ter, comma 1, del D.P.R. 633/72, non si applicano ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta sul reddito». Questa previsione viene ulteriormente chiarita dalla relazione di accompagnamento del provvedimento, secondo cui sono esclusi dal regime tutti i compensi che sono assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o a titolo di acconto di all’art. 25 del D.P.R. 600/73.

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